la bellezza rimasta, di Roberta Zanzonico, Morellini editore 2022, recensione di Daniela Domenici

Un romanzo molto particolare, avvincente, doloroso e drammatico, scritto da una psichiatra, Roberta Zanzonico, che ha scelto come protagonisti/e persone che hanno un disagio esistenziale di diversa natura, in primis la signora Chiara che è rimasta con la mente a dieci anni prima perché è afflitta da una condizione che non le permette più di formare nuovi ricordi; e per questo la sua casa si trasforma, suo malgrado, il luogo d’incontro di alcuni/e abitanti del paese che cercheranno tutti/e la stessa consolazione e diventa “un Caronte inconsapevole in grado di traghettare i nostalgici dal presente al passato” perché lei “non provava risentimento verso nessuno, non si accorgeva di essere diventata un mezzo che la gente utilizzava per tornare là dove un tempo erano stati felici…non capiva che quel che alimentava quell’interesse verso la sua persona era la fame per il passato non un amore per lei”.

Intorno alla signora Chiara ruotano, in modi e per motivi diversi, il signor Antonio, suo marito, la vedova Rinaldi, il signor Morbidelli, suo figlio Gioacchino e don Giorgio. Estrapolo da un dialogo tra il signor Antonio e il signor Morbidelli che mi ha particolarmente colpito “c’è stato un momento in cui avrei voluto dimenticare anch’io ma non come ha dimenticato lei. Dimenticare chi avevo lasciato indietro e ammalarmi di futuro, un futuro senza passato. Senza sapere più da dove venivo. Dimenticare tutto per ricominciare…ho capito che non si dimentica ma si impara. E chissà perché si impara con ritardo, che non si ritorna dove ci hanno spezzati. Si ricomincia, Si prendono i pezzi, li si mettono assieme e così un po’ rotti e un po’ goffi ci si offre di nuovo. Ma questa volta senza rancore . Questa volta perdonando. Si cambia…”: complimenti!