accadde…oggi: nel 1914 nasce Magda Frank

Magda Frank Fischer (Kolozsvár, 20 luglio 1914 – Buenos Aires, 23 giugno 2010) è stata una scultrice ungherese naturalizzata argentina
È nata a Kolozsvár, in Transilvania. A causa della persecuzione nazista, lasciò l’Ungheria per stabilirsi in Svizzera. Anni dopo, si trasferì a Parigi per studiare all’Académie Julian.
Nel 1950, arrivò a Buenos Aires, in Argentina, per visitare suo fratello, il suo unico membro vivente della famiglia. È stata nominata professoressa presso l’Artes Visuales di Buenos Aires. Ha ricevuto il premio Benito Quinquela Martín al Museo Eduardo Sívori ed è stata onorata dal Senato argentino. Le sue opere fanno parte delle collezioni del Museo d’arte moderna di Parigi, il Museo di Belle Arti di Parigi, e del Museo di Belle Arti di Buenos Aires. Nel 1995, la Frank si è risistemata in Argentina e costruì il Magda Frank House Museum nel barrio de Saavedra.
Morì a Buenos Aires nel 2010.
Casa-Museo ha aperto i battenti nel 1995, quando Magda Frank è tornata in Argentina per vivere i suoi ultimi anni. Da viva, l’artista, preoccupata per la sorte del suo lavoro, decide di trasformare anche la sua casa-studio in un museo. La sua Casa-Museo ospita un gran numero di sculture, disegni, manoscritti, ritagli di giornale e fotografie. Il compito è preoccuparsi della sua conservazione permanente. Nel 2015 è stata integrata nella collezione del Museo la bottega dello scultore argentino José Fioravanti.
Magda Frank, dotata di una coscienza soprannaturale, con le sue ferite eredità di un vergognoso passato umano, intraprende un cammino in solitudine e silenzio. Ha scolpito la propria coscienza nella pietra. Nei venti monumenti individuati, codifica il suo messaggio per l’eternità. La pietra l’ha affascinata e con essa riesce a stabilire un dialogo spirituale. Scolpisce con la convinzione di una rinascita dell’uomo segnata dal perdono e dall’amore. Ha vissuto vent’anni lontana dall’universo della vita quotidiana, esistendo monasticamente; Riempiva le sue giornate di lunghe ore di lavoro fisico, spesso dopo digiuni prolungati, in cave inospitali e fredde. Tuttavia, riesce a lasciare un’eredità per le generazioni future nei suoi monumenti. Magda Frank decide di ritirarsi, arrendersi all’austerità e al silenzio; Riesce così a dedicare ogni momento della sua vita a costruire vere forme, ritmi sinceri provenienti dallo spirito, non da ricette mentali che rispecchierebbero solo il sentimento egoista e vanitoso dell’uomo. Con un enorme gesto di forza, Magda riesce a smettere di essere, a non essere altro che un anello della creazione stessa. Non è lei che crea, ma è la creazione stessa che si manifesta e scorre ad ogni colpo di martello, di scalpello. Il suo lavoro è il risultato del lavoro congiunto dello spirito, del profondo misticismo e della sottomissione del suo fisico. Le sculture architettoniche di Magda Frank sono la felice congiunzione di una moderna prospettiva plastica di matrice cubista e neoplastica, con uno spirito in cui risuonano ancestrali voci americane. Córdoba Iturburu, Cayetano (La Nazione 1955)