essere figlio di Oscar Wilde, di Vyvyan Holland, recensione di Loredana De Vita

Vyvyan Holland: Essere figlio di Oscar Wilde

“Essere figlio di Oscar Wilde” (La Lepre edizioni, 2023) di Vyvyan Holland con la revisione di Merlin Holland che include nel volume anche alcune delle poche lettere ritrovate di Oscar Wilde e alcuni racconti inediti, è un libro che apre una riflessione profonda sulla vita di coloro che vivono direttamente accanto a un artista di fama mondiale soprattutto quando tale artista viene vilipeso fino alla cancellazione della sua arte.
Il volume comparve per la prima volta nel 1954, un modo da parte di Vyvyan Holland, secondogenito di Oscar Wilde, per narrare la propria esperienza di figlio cui è stato portato via il padre. Un modo per ricostruire le proprie origini, per raccontare la verità al proprio figlio che, fino alla pubblicazione del libro, aveva sempre creduto che Oscar Wilde, la cui arte era ormai stata rivalutata, fosse l’autore di opere famose e non il loro nonno.
Una storia dolorosa, al punto che l’autore ne diede copia a suo figlio (Merlin Holland, curatore della presente edizione) solo otto anni dopo la pubblicazione. Notare come il cognome Wilde sia ormai stato cancellato definitivamente dalla discendenza di Oscar Wilde.
Questo libro non è una biografia di Oscar Wilde e nemmeno dei suoi figli (Cyril e Vyvyan) e di sua moglie (Costance), ma, piuttosto, la descrizione di vite segnatamente recise dalla storia di un padre, personaggio pubblico, amato alla follia e poi scaraventato nel fango.
È un racconto veritiero, drammatico e dolce insieme, duro e ingenuo nel tentativo di essere inconsapevoli della propria realtà di separazione e discriminazione persino quando costretti a cancellare il proprio cognome, a fingere sulle proprie origini per poter aver accesso agli studi e a una vita che per tutti gli altri ragazzi poteva essere normale.
Quanti sono i segni sulla pelle di un figlio? E fino a che punto profondi prima che ciascuno possa rendersi forte di se stesso e andare oltre il proprio cognome? Quanta responsabilità hanno i figli sulla condotta del padre? E che diritto si ha di etichettare i figli per le responsabilità dei padri?
Questi sono alcuni degli interrogativi che si sprigionano dal testo man mano che la lettura accompagna la vita di Cyril e Vyvyan dall’infanzia all’età adulta.
È un racconto mite, nonostante la consapevolezza adulta dei soprusi dubiti, ma è mite perché tali angherie non sono state imposte da un padre criminalizzato, ma da una società ipocrita e bugiarda. Difatti, il racconto del ricordo del padre è quello di un uomo allegro, che inventava favole, che cantava ad alta voce e giocava a terra con i propri bambini.
Tutti conosciamo la storia di Oscar Wilde, eppure, grazie a questo libro anche, ma soprattutto se si risale alla lettura degli atti dei processi, è possibile comprendere quanta malefica ingiustizia sia stata compiuta nei riguardi di un uomo, un artista, una persona umana che, semplicemente, “amava l’amore”.
Il libro non ha lo scopo di annullare le colpe di un padre né quello di riabilitarne la figura, ma semplicemente di narrare la verità e di farlo dal punto di vista di chi, in ogni caso innocente, è stato travolto da un destino amaro che lascia cicatrici profonde e indelebili per sempre.
Per chi ama Oscar Wilde e per chi semplicemente desidera conoscerne di più, “Essere figlio di Oscar Wilde” (La Lepre edizioni, 2023) di Vyvyan Holland con la revisione di Merlin Holland è il libro giusto.