Tutte le cose che ho perso, di Katya Maugeri, Villaggio Maori edizioni 2023, recensione di Daniela Domenici

Un saggio straordinario che raccoglie alcune “storie di donne dietro le sbarre” grazie alla penna di Katya Maugeri, giornalista, scrittrice e direttrice responsabile del quotidiano online Sicilia Network, che da anni si occupa del pianeta carcere con le sue inchieste e i suoi libri.

Chi scrive è stata volontaria in un carcere siciliano dal 2008 al 2010 e docente nel carcere di Firenze dal 2016 al 2017 oltre ad aver scritto un saggio che s’intitola “Voci dal carcere”, aver dedicato un angolo corposo del suo sito al mondo del carcere e continuare a parlarne quasi quotidianamente nelle sue classi a scuola; e quindi non potevo non leggere e apprezzare quest’opera in cui l’autrice ha intervistato alcune donne che non sono più detenute, che “sono felici di essere fuori ma continuano a sentire il rumore delle sbarre consapevoli di averle costruite con le loro scelte”.

Come perfetto corollario di questo libro la prefazione di Francesco Maisto, magistrato e garante dei diritti delle persone private della libertà del Comune di Milano, e la postfazione di Eleonora De Nardis Giansante, giornalista e sociologa, che hanno saputo cogliere gli elementi fondanti di questo splendido saggio di Maugeri che prova a dare voce a queste donne, lasciandole parlare delle paure, della tristezza, dei rimpianti, del “non tempo”: grazie di vero cuore, Katya!