accadde…oggi: nel 1898 nasce Katharine Burr Blodgett

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Katharine Burr Blodgett nacque il 10.01.1898 nella piccola città di Schenectady. Questa città non si distingueva molto da altri luoghi simili, tranne che per un dettaglio: dal 1892 ospitava la sede della General Electric (GE), società che abbiamo già menzionato più di una volta nella presentazione delle biografie di inventori eccezionali come Elihu Thomson, Ernst Alexanderson o Garrett Morgan. Anche nella vita di Katharine Burr Blodgett la GE svolse un ruolo enorme. Nello stabilimento era impiegato suo padre, come addetto ai brevetti. Tuttavia morì a causa di una ferita da arma da fuoco, senza nemmeno conoscere sua figlia. La madre della piccola Katharine decise di trasferirsi con i suoi figli prima a New York e successivamente in Francia. Il viaggio fece sì che Katharine iniziasse la sua educazione solo all’età di 8 anni, ma suscitò anche la sua curiosità per il mondo. La famiglia tornò dall’Europa negli Stati Uniti nel 1912, e la Blodgett frequentò la scuola privata Rayson School, dove dimostrò il suo talento per la matematica e la fisica. Grazie ai suoi buoni risultati scolastici ricevette una borsa di studio al Bryn Mawr College. A quei tempi molte donne terminavano la propria istruzione in questa fase, ma Irving Langmuir, amico di George Blodgett, padre di Katharine, la incoraggiò a frequentare gli studi ed ottenere un titolo che le avrebbe permesso di iniziare a lavorare presso la GE. Katharine Blodgett seguì i buoni consigli e continuò la sua formazione presso l’Università di Chicago. I suoi eccellenti risultati non solo le permisero di soddisfare i requisiti di Langmuir, ma le offrirono l’opportunità di approfondire i suoi studi; infine divenne la prima donna a ottenere un dottorato di ricerca in fisica presso l’Università di Cambridge. Inoltre ottenne un risultato simile presso la GE, dove la Blodgett divenne la prima donna ad essere impiegata come ingegnere in un laboratorio.
Il suo lavoro si concentrò sul tema dei monostrati superficiali, su cui condusse ricerche insieme a Langmuir. Usando la cosiddetta vasca di Langmuir-Blodgett costruita da loro stessi, scoprì ad es. un modo molto semplice ed estremamente preciso (fino a un milionesimo di pollice) per la loro misurazione. È interessante notare che la scoperta avvenne grazie all’osservazione delle bolle di sapone. Tra le altre cose, proprio queste ricerche condussero la Blodgett alla sua più grande scoperta, che usiamo fino ad oggi. Creò un vetro con il 99% di trasparenza. Inoltre, grazie all’uso di rivestimenti monostrato, la luce non viene riflessa da tale vetro. Ciò è di grande importanza nella costruzione di vari tipi di strumenti ottici, come ad es. i telescopi. Tale vetro antiriflesso è stato utilizzato anche nell’industria cinematografica ed è stato utilizzato per la prima volta durante le riprese dell’intramontabile Via col vento. L’invenzione della Blodgett influì anche sulla nostra vita quotidiana, anche se apprezzeremmo la scoperta solo guardando il mondo attraverso i finestrini delle auto o gli occhiali, se non fosse per la sua scoperta.
Naturalmente, questa non è stata l’unica scoperta della nota fisica. Durante la seconda guerra mondiale, contribuì a sviluppare molte tecnologie create per le esigenze dell’esercito. Sviluppò una tecnica per lo sbrinamento delle ali degli aerei. Mise a frutto le proprie conoscenze, acquisite durante la stesura della sua tesi, e progettò un modello migliorato di maschera antigas. In totale, nella sua carriera ottenne 8 brevetti, 6 dei quali erano di sua proprietà esclusiva.
Sebbene le invenzioni di Katharine Blodgett non abbiano trovato direttamente applicazione nell’optoelettronica, che usiamo ogni giorno; sempre più spesso ci troviamo a che fare con lenti con alta precisione. Non solo nel caso dei telefoni cellulari, ma anche negli strumenti di misura. L’elevata precisione della produzione di componenti ottici è importante per i sensori fotoelettrici industriali, così come per gli emettitori e i ricevitori laser. Spesso svolge un ruolo sempre più importante a causa della crescente popolarità dell’implementazione di moduli fotografici nei dispositivi di tipo IoT (Internet delle Cose). Questi fatti illustrano perfettamente quanto sia complesso il campo dell’elettronica, sfruttando invenzioni puramente teoriche, come i modelli matematici, alla pari dei miglioramenti pratici nella tecnologia di produzione degli elementi ottici. Per rivoluzionare l’elettronica, non è necessario conoscerla a fondo.