accadde…oggi: nel 1882 nasce Emmy Noether, di Simone Petralia

https://oggiscienza.it/2018/03/15/emmy-noether-matematica/

Il teorema di Noether ha da poco compiuto cento anni. Definito “la spina dorsale della fisica moderna”, ha trovato applicazione negli ambiti più disparati – dalla meccanica quantistica allo studio delle particelle elementari, dalla termodinamica alla teoria della relatività – rivelandosi uno degli strumenti più importanti per la nostra comprensione della natura. Nelle venti pagine di questo lavoro, pubblicato per la prima volta il 25 gennaio 1918, è dimostrata in modo elegante e coerente la connessione fra le leggi di conservazione e le simmetrie di un sistema fisico. Dietro la sua formulazione c’è il genio di una matematica tedesca. Si chiamava Emmy Noether ed è riuscita a portare avanti le sue ricerche nella Germania di inizio secolo, un paese in cui le donne potevano aspirare al massimo a “Kinder, Kirche und Küche”, “bambini, chiesa e cucina”. Contro il sessismo e la misoginia dell’epoca, contro ogni aspettativa, conquistando pezzo dopo pezzo e con la sola forza della sua intelligenza ciò che i suoi colleghi maschi potevano avere senza fatica, Emmy Noether si è ritagliata uno spazio tra i grandi.

Amalie Emmy Noether nasce nel 1882 a Erlangen, in Baviera. Suo padre, Max Noether, è un illustre professore di matematica all’università di Heidelberg, la madre fa parte di una nobile famiglia di Colonia. Entrambi sono di religione ebraica. A soli sei anni, durante una festa di compleanno, stupisce tutti risolvendo in breve tempo un difficile rompicapo logico-matematico. Questo è l’unico momento in cui, durante l’infanzia, il suo talento ha la possibilità di emergere: la sua educazione prevede infatti solo attività ritenute adatte a una bambina. E la matematica pura non rientra in questa categoria. Impara quindi a cucinare e pulire, prende lezioni di pianoforte e frequenta la Höhere Töchter Schule di Erlangen, dove studia inglese e francese. A 18 anni supera brillantemente l’esame di accesso per ottenere l’abilitazione all’insegnamento delle lingue nelle scuole per ragazze della Baviera. La sua carriera da insegnante sembra avviata, ma Emmy decide di non seguire quella strada. La sua vera passione è riemersa e non è più contenibile. Decide così di studiare matematica all’università, ma si tratta di un percorso decisamente in salita.

Il suo diploma non le consente l’accesso a tutte le facoltà e la legge tedesca non permette alle donne di seguire i corsi universitari di questa disciplina. Per accedere alle lezioni, la giovane è costretta a chiedere il permesso ai professori. Non tutti si mostrano comprensivi. All’università di Erlangen ci sono solo due ragazze su quasi mille studenti, in tanti ritengono che l’introduzione di un’educazione mista sarebbe “innaturale” e comprometterebbe l’ordine accademico. Nonostante queste difficoltà, Noether non demorde e prosegue i suoi studi. Nel 1903 sostiene e supera un esame che le consente, in linea teorica, l’accesso a qualsiasi facoltà; in pratica, essendo donna, non può ancora immatricolarsi. Per approfondire le sue conoscenze frequenta, sempre in maniera non ufficiale, le lezioni di alcuni importanti matematici – tra cui David Hilbert, Felix Klein e Hermann Minkowski – all’università di Gottinga.