Sul sentiero dell’assassino, di E.C.R. Lorac e Mary Le Bourne, traduzione di Marina Grassini, edizioni Le Assassine 2024, recensione di Daniela Domenici

La casa editrice Le Assassine è specializzata in gialli scritti da donne non italiane, contemporanee nella collana “oltre confine” e del passato in quella “vintage” ; l’ultima a essere approdata nella sua scuderia è questa formidabile giallista inglese che scriveva sotto vari pseudonimi, il più noto dei quali era appunto Lorac. Ha pubblicato più di 70 romanzi e faceva parte del famoso Detection Club di Agatha Christie.

Questo che ho letto in un soffio, nonostante le sue 250 pagine, grazie in primis alla sempre perfetta traduzione di Marina Grassini che si è bastaa su un manoscritto mai pubblicato, mi ha affascinato sin da subito per il ritmo veloce e accattivante, senza alcuna sbavatura, sembra di vedere la storia come in un film (chissà se ne nascerà uno…), a colori; tantissimi/e i/le protagonisti/e, dal formidabile, attento e caparbio detective Waring alle due giovani donne, Jennifer e Dilys, da Alice, la divertente e intrigante governante di quest’ultima, a Michael Reeve e a Brent, da Maine a MacBain, ognuno/a di loro si trova a dover rispondere alle argute, accurate e pungenti domande del detective che indaga su un omicidio che appare come un incidente stradale avvenuto durante un sabato sera molto nebbioso su un sentiero di campagna.

Mi sembra bello citare le parole dell’editrice per capire più da vicino quale lavoro ci sia stato dietro alla traduzione e alla successiva pubblicazione di questo testo “Il libro che pubblichiamo è la traduzione del manoscritto originale che abbiamo acquisito da un libraio antiquario di Leicester, un importante commerciante di libri rari e anche un esigente collezionista. Basare il nostro lavoro sull’opera originale dell’autrice è stato per noi emozionante e allo stesso tempo una vera sfida. Per amore di verità anche la British Library ha avuto modo di condividere una copia dattiloscritta del romanzo, a cui sono state apportate delle piccole modifiche grazie a Martin Edwards, un grande scrittore del genere, per migliorarne il senso e la coerenza stilistica, ma noi, nella traduzione, ci siamo attenuti il più possibile all’originale in nostre mani, facendo solo attenzione a preservare la leggibilità del testo. Il romanzo è stato scritto negli anni Cinquanta da un’autrice di successo e ci fa piacere che sia venuto alla luce, dopo essere stato “perso” per più di settant’anni. La sua pubblicazione rappresenta infatti un affascinante contributo al patrimonio della narrativa poliziesca e un inatteso tesoro che giunge fino a noi dalla Golden Age del giallo” : standing ovation e grazie per averlo fatto!!!