Inurasi – i boschi di Chiura, di Cinzia Fabretti, 2025, recensione di Daniela Domenici

Superlativamente splendido questo romanzo fantasy di Cinzia Fabretti che è il secondo di una dilogia; undici mesi fa ho recensito il primo “Inurasi il paese dei venti”
le sue 466 pagine volano via, com’è successo con il primo libro, e regalano innumerevoli e diverse emozioni che fanno stare in un’apnea emotiva fino alla inattesa conclusione che commuove e lascia un sorriso sull’anima: standing ovation!
Per chi non avesse letto “Inurasi” faccio una brevissima sinossi: Leona Asaloi è una donna militare, vive a Polaris e viene mandata a Glittica, la capitale di Inurasi, il cui re è Edhar, in missione per un anno per cercare di ristabilire relazioni tra i due popoli dopo che un loro inviato aveva fatto la stessa cosa a Polaris; Leona vive varie avventure dimostrando un incredibile coraggio, una forza straordinaria e un grande altruismo, doti che vengono premiate alla fine del primo libro. In questo secondo Leona deve fare delle scelte di vita alquanto ardue e dopo la sua decisione (che non vi anticipo per non fare spoiler…) viene mandata prima a Darama insieme a Tauro, uno dei militari con cui si è trovata più in sintonia, e poi a Chiura dove ritrova Furius, un altro dei colleghi della caserma di Inurasi, e dove dimostrerà di essere una Donna con la D maiuscola, una combattente non solo in senso fisico ma, soprattutto, nel campo dei sentimenti: bravissima!
Magica la caratterizzazione dei tanti co-protagonisti cominciando dal re e da suo figlio Archès e poi Diaspra e Ilruik, e poi ancora Urveo, ognuno/a di loro emerge e si fa amare grazie soprattutto ai perfetti dialoghi; complimenti per le descrizioni dei luoghi di quest’isola che sembra esistere davvero tanta è la sua connotazione dettagliata ed empatica.