Pasqua, di Adele Libero

Fiore ingiallito, secco, calpestato ,
un corpo triste, inutile, appassito.
Eri il Signore tra le stoppie erbose,
e ci parlavi d’un bel Paradiso.

Ora t’avvolge un telo profumato,
giacendo in una grotta ch’è segreta.
Ma un fil di luce ti riporta in vita
quale colomba in cielo mai tradita.

Ora capisco il senso dell’amore
di te che mostri il Regno dell’altrove,
e cerco quel miracolo potente:
ti prego cambia il cuore della gente.