Le dita mozzate, di Hannelore Cayre, traduzione di Simonetta Badioli, edizioni Le Assassine 2025, collana Sisters, recensione di Daniela Domenici

È tornata a “trovarmi” la scrittrice Hannelore Cayre di cui avevo recensito “La bugiarda” sempre per la stessa casa editrice

https://danielaedintorni.com/2021/06/23/la-bugiarda-di-hannelore-cayre-traduzione-di-tiziana-prina-edizioni-le-assassine-recensione-di-daniela-domenici/

questa sua nuova opera mi ha attratto, affascinato e commosso a tal punto che l’ho letta in un soffio grazie alla perfetta traduzione di Simonetta Badioli.

Cayre ha immaginato che durante degli scavi venga alla luce una grotta con due scheletri e alcuni oggetti a loro appartenuti e da questo spunto è riuscita a creare una storia in cui si alternano gli interventi di un’archeologa che prova a ricostruire e a datare i resti con la vita, splendidamente immaginata, di Oli, Wilma e le altre donne che hanno vissuto nell’Aurignaziano, femministe antesignane senza saperlo; gli elementi maschili delle varie tribù oggettivamente non ci fanno una bella figura: bravissima!

Straordinariamente magica la ricostruzione dei luoghi, delle acquisizioni e delle abitudini, sembra che Cayre sia vissuta con loro in quel momento: standing ovation!