La bugiarda, di Hannelore Cayre, traduzione di Tiziana Prina, edizioni Le Assassine, recensione di Daniela Domenici

La bugiarda è un noir provocatorio, ma che tratta temi estremamente seri e reali. Hannelore Cayre scrive con una verve e un’ironia che ripudia ogni conformismo” Libération “Questa avventura di una ribelle che non teme niente è una delle più riuscite dell’anno per la sua ferocia piena di humour, la sua scrittura acida e incalzante” Télérama. Ho voluto iniziare la mia recensione con questi due commenti tratti dalla quarta di copertina perché rendono perfettamente l’idea dell’originalità, dell’ironia, dello stile di scrittura di Hannelore Cayne, avvocata penalista francese, che ha già al suo attivo altri quattro romanzi e che ci conquista con questa sua opera più recente, perfettamente tradotta da Tiziana Prina, dalla quale è stato anche tratto il film La Daronne del regista Jean-Paul Salomé, protagonista Isabelle Huppert.

Nonostante l’autrice conosca molto bene l’ambiente di cui parla non è mai noiosa né pedante ma anzi grazie alla sua pungente ironia, a tratti feroce, la storia della protagonista, Patience Portefeux, interprete dall’arabo al francese per il ministero della giustizia alla sezione narcotici, è una continua girandola di sorprese perché questa “collezionatrice di fuochi d’artificio” ci spiazza per la nonchalance con cui decide di dare varie svolte alla sua vita, non sempre del tutto legalmente, con una faccia tosta da “bugiarda” che ci fa innamorare di lei.