Italiane Madri Costituenti, di Nadia Verdile, Maria Pacini Fazzi editore 2026, recensione di Daniela Domenici

Ho dedicato un corposo angolo del mio sito alle 21 Madri Costituenti perché è un argomento necessario per fare memoria

https://danielaedintorni.com/category/donne-della-costituente/

e non potevo quindi non innamorarmi di questo splendido saggio che Nadia Verdile, giornalista e scrittrice, ha dedicato loro con la sua nota, travolgente passione unita alla sua straordinaria professionalità.

Verdile scrive un capitolo per ognuna di loro, elencate in puro ordine alfabetico, e riesce a raccontarcele con struggente empatia unita a una dettagliata, attenta ricostruzione storica delle loro vite.

Cito alcuni paragrafi dai capitoli introduttivi di Verdile che sono un perfetto incipit per comprendere l’importanza che hanno avuto queste Donne nella storia dell’Italia repubblicana “Erano 21. Non nacquero uguali e non lo divennero mai…tutte compresero una stessa cosa, da luoghi senza diritti sul lavoro non esiste cittadinanza…dalle loro esperienze nacque una convinzione condivisa: lo Stato che sarebbe venuto avrebbe dovuto essere uno Stato che non violenta, non sfrutta, non usa i corpi. Per questo i diritti non potevano restare formule morali ma diventate obblighi…sapevano di essere osservate, sapevano che ogni parola avrebbe pesato anche per le altre donne che non erano lì. Non formarono un blocco unico ma un fronte trasversale quando era necessario. Il cuore del loro lavoro fu scrivere la legge parola per parola…la Costituzione non nacque da un’idea sola ma da una trama di interventi concreti, spesso silenziosi, sempre decisivi”: complimenti di vero cuore a Verdile per essere riuscita a raccontarci queste “21 Donne che il 2 giugno 1946 furono elette all’Assemblea Costituente. Poche, pochissime perché rappresentavano solo il 4% dell’Assemblea. Ma tutte donne di grande qualità ed esperienza…che dettero un contributo fondamentale per sancire in Costituzione i diritti delle donne” come scrive nella prefazione Cristina Manetti, Assessora alla Cultura e alla Parità di Genere della Regione Toscana.

È un testo che andrebbe fatto leggere e studiare nelle scuole, soprattutto alle superiori; me ne farò portavoce nella mia: grazie Nadia!