Il capro espiatorio, di Elisabeth Sanxay Holding, traduzione di Paola De Camillis Thomas, edizioni Le Assassine 2026, recensione di Daniela Domenici

Ho avuto il piacere di immergermi in un nuovo, appassionante noir della casa editrice Le Assassine, specializzata in gialli scritti da donne non italiane, contemporanee e non; questo è di Elisabeth Sanxay Holding, vissuta tra il 1889 e il 1955, che Raymond Chandler ha definito “la migliore scrittrice di suspense”.
Ancora una volta complimenti a Paola De Camillis Thomas che ha tradotto splendidamente il testo che definirei un formidabile giallo psicologico che ruota intorno a Jacob Duff, un uomo rispettabile, vedovo, che ha sposato in seconde nozze una giovane donna, Reggie, che ha un figlio piccolo, Jay, e che si trova a vivere in una sorta di sospetto continuo, di angoscia, di debolezza, di distorsione. Cito dalla quarta di copertina “In questo domestic noir feroce e ambiguo il protagonista scivola in una spirale paranoica che lo trasforma in qualcosa di più oscuro: un uomo che non vede più la realtà, ma solo ciò che teme. E ciò che teme, alla fine, gli costerà caro”: standing ovation!
Perfetta la caratterizzazione psicologica dei/lle tanti/e co-protagonisti/e che ci vengono proposti/e attraverso la lente deformante del punto di vista di Jacob: complimenti!