“Piccoli crimini coniugali”, recensione di Fausta Spazzacampagna

Dopo un brutto incidente domestico, Gilles torna a casa totalmente privo di memoria: non riconosce la moglie, la casa, le sue cose. Con amore e delicatezza Lisa cerca di ricostruire i tasselli della loro vita, rassicurandolo, facendo di lui il quadro dell’uomo ideale, dell’uomo che lei rivuole accanto.

E’ talmente quieto e pacato l’inizio della commedia, carico di attenzioni e di calore, che viene spontaneo credere a tutto quello che viene detto….

Piano piano, però, cominciano ad emergere piccole crepe, nascono dubbi da entrambe le parti……Lisa mente? Gilles è davvero privo di memoria?

Un giallo coniugale che si sviluppa pian piano, dove la verità non è mai quello che sembra, dove i meccanismi della coppia vengono svelati in un crescendo pieno di suspence.

Gilles e Lisa cercano, in maniera a volte comica, a volte drammatica, ma sicuramente vera, di distruggere l’immagine che hanno l’uno dell’altra in una lotta senza esclusione di colpi, un’alternanza di rivelazioni sorprendenti, sospetti taciuti e mai chiariti, rancori e gelosie mai dichiarate.

Proprio questi scontri dolorosi, queste verità gettate in faccia per la prima volta, tutte le cose fraintese e mai chiarite saranno la via attraverso la quale Gilles e Lisa riusciranno a ritrovarsi, sorretti da un’attrazione sempre fortissima, e ripartire da capo, come nel loro primo incontro.

Schmitt ha creato un testo che tratta argomenti profondi come la verità, la colpa, l’amore, in un percorso a volte divertente, a volte doloroso, sicuramente molto realistico, reso perfettamente da due grandi interpreti, Maria Paola Sacchetti e Marcello Sbigoli, che fanno stare col fiato sospeso fino alla fine, a volte suscitando un sorriso – perché sotto sotto è chiaro che Gilles e Lisa si vogliono bene – a volte coinvolgendo il pubblico nella loro sofferenza, con il realismo della loro recitazione.

Un’ora e quaranta circa di cui non ci si accorge, presi nel vortice del “gioco”; sicuramente un lavoro molto faticoso per gli attori che hanno dato la loro bravura e professionalità ma soprattutto un grande cuore ai due personaggi.

Molto bella anche la regia, calibrata nel sottolineare i sentimenti con le musiche, con le luci, con tutta l’azione scenica, per dare al pubblico uno spettacolo veramente “al top”.

E grazie ancora una volta al Direttore artistico del Teatro Lumière per questa nuova”perla”……..