“Oltremondo l’orizzonte delle dimensioni” di Marta Leandra Mandelli, recensione di Daniela Domenici

La mia inesauribile e infinita curiosità mi ha portato a leggere il mio primo libro di fantasy alla “verde” età anagrafica di 54 anni, questo genere mancava all’appello degli innumerrevoli che hanno arricchito e colorato, e continuano a farlo, la mia “carriera” di lettrice da più di otto lustri.

Ed è stata una piacevolissima sorpresa scoprire che il mio animo bambino, che coltivo con cura, si diverte e apprezza questo genere di narrativa che è un mix di magia e fiaba a cui devi credere da subito se vuoi pienamente immergerti  e lasciarti incantare dalle storie intrecciate di “Oltremondo l’orizzonte delle dimensioni”, secondo libro della saga immaginata da Marta Leandra Mandelli, autrice che vive e lavora a Milano.

E’ un libro di oltre 600 pagine con un andamento che definirei inizialmente lento e che poi, man mano che le vicende si evolvono e si chiariscono, prende un ritmo vorticoso e travolgente che ammalia il lettore o la lettrice (dall’animo bambino) che vuole sapere quale magia inventerà Siobhan, la Prescelta, Rowan, la Strega, Ian, il Guaritore, Selwyn, il gemello di Siobhan e, soprattutto, rimane affascinato da come possano convivere, come solo nelle fiabe accade, umani, divini e animali, ognuno con un proprio compito e con il proprio speciale potere magico. Bellissima la descrizione, tra tutte, dell’incontro nel deserto tra Rowan e i serpenti che diventeranno suoi amici o quello tra Siobhan e le schiere di angeli e demoni che, dopo essersi combattute a lungo, grazie a lei faranno pace e diventeranno suoi ottimi collaboratori e protettori. Commovente e vera la descrizione della storia d’amore tra Siobhan e Adrian e quella tra Ian e Rowan ma anche ottimamente descritta la metamorfosi di Tyler da cantante rock a veggente ma non voglio darvi altri particolari perché non renderei il giusto merito all’autrice e al libro che, come avrete capito, merita davvero di essere letto senza farvi intimorire dalla mole.

pubblicato su www.aphorism.it