L’addio di W. Goethe, “regalata” da Adele Libero

Siano i miei occhi a dire l’addio

che la bocca non sa pronunciare.

Che pena, che pena da sopportare!

e dire che sono un uomo!

Triste diventa, in quest’ora

anche il pegno d’amore più dolce,

freddo il bacio della tua bocca,

fiacca la stretta di mano.

Un tempo come m’esaltava

un bacio strappato al volo!

Così ci rallegra una violetta

colta sul far di marzo.

Ma io non coglierò più ghirlande,

mai più una rosa per te.

E’ primavera, Fraenzchen,

e autunno, purtroppo, per me.

Da  poesie d’amore di Johan Wolfgang Goethe

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