L’ultimo harem al Teatro di Rifredi, recensione di Fausta Spazzacampagna
Già lo scorso anno , dopo aver visto “L’ultimo harem” avevo scritto questa piccola recensione, ammaliata dal fascino di questo spettacolo così particolare.
https://danielaedintorni.com/2012/02/01/lultimo-harem-al-teatro-di-rifredi-2/
Sono tornata quest’anno – mi piace vedere una seconda volta gli spettacoli che mi hanno più colpita perché si può fare attenzione ai particolari che al primo sguardo possono sfuggire, presi come siamo dalla storia.
E infatti c’è stata questa magia. E’ una strana alchimia che prende già prima dell’inizio: non si può entrare fino all’ultimo e questo crea curiosità, c’è chi viene per la prima volta e chi c’è già stato (qualcuno anche 7 volte). Il pathos cresce fino a che un giovane eunuco non apre la porta ed invita ad entrare.
E’ sempre emozionante trovarsi in questo harem dove Humeira sembra dormire e la saggia guardiana dell’harem sta leggendo sottovoce un libro antico, per ultimo arriva l’eunuco che deve portare la bella circassa dal sultano. La musica araba riempie l’aria fumosa e l’acqua gorgoglia leggera in due fontanelle.
Le persone entrano e si sistemano sulle tre gradinate, stringendosi perché è sempre tanto il pubblico che assiste ad ogni spettacolo. Ma non ci sono problemi, l’attenzione è già assorbita dalle due donne in scena.
La guardiana racconta una favola che prende vita e si inframmezza alla vita reale prima nell’harem e poi in una Turchia moderna ed è una lettura della condizione femminile e della sua ineluttabilità: quello che il destino dice che deve avvenire avverrà, quello che non deve avvenire non avverrà…..
Gli artisti sono stupendi: la magica Serra Yilmaz con la sua voce sognante – vorresti che ti raccontasse favole ancora e ancora – e il viso e gli occhi che parlano e spiegano prima ancora delle parole. Perfetta e incredibilmente sensuale guardiana nell’harem e deliziosa Nebilé, donna di casa che cerca la fuga da una realtà che la fa sentire schiava…
Valentina Chico, bellissima e bravissima, che incanta con la sua leggerezza e spontaneità, perfetta sia come ammaliante circassa che come moderna amica che somiglia a Marylin Monroe. Riccardo Naldini, serio e compassato eunuco Sumbul, che solo da poche parole lascia trasparire la profondità del dolore che gli dà il suo stato, e, nella favola, folle, pazzerello, amoroso Hasam entusiasta della vita fino ai tempi moderni quando vive una doppia vita per l’incontro con Nabilé, che gli fa creare un piccolo harem nello sgabuzzino della sua casa.
Tanto per rendersi conto di quanto questo spettacolo sia amato c’è da dire che è già aperta la lista di prenotazione per l’anno prossimo…..
