Montepaschi e la pseudo ignoranza finanziaria di Adele Libero

montepaschi

Da parecchi anni sui mercati finanziari gli addetti ai lavori si sono trovati di fronte ai cosiddetti “derivati”. Senza volerci imbarcare in difficili spiegazioni, diciamo solo che possono rappresentare un utile strumento sia per gli operatori economici non bancari (individui, società, operatori del commercio e dell’industria) che per le stesse banche in quanto se ben strutturati consentono di evitare o smussare i rischi delle proprie attività, permettendo, ad esempio ad un cliente che abbia contratto un mutuo di lunga durata a tasso variabile di proteggersi dal rischio di eccessivi rialzi nei tassi di interesse.

Ma senza addentrarci oltre, diciamo solo che i derivati, oggi guardati con grande sospetto, hanno rappresentato uno strumento di guadagni consistenti per le banche, soprattutto quelle dedite alle sole attività speculative, ed hanno assunto forme tecniche sempre più articolate e complicate perfino  per gli stessi operatori finanziari.

Talvolta, infatti, operazioni spregiudicate di questo tipo, “vendute” ai tesorieri dei Comuni o delle Regioni italiane con finalità positive, sono risultate per loro del tutto negative, anche perché i contratti “nascondono” spesso clausole insidiose e complicate. Ciò nonostante sono state sottoscritte perché proposte da operatori finanziari ben vestiti, dalla bella parlantina che incanta e, alla fine, per non sembrare troppo ignoranti, si finge di aver capito tutto del contratto, anche se si è capito poco.

Questa “ignoranza”, tuttavia, non può essere  prevista entro  una banca importante ed antica come il Montepaschi, governata da enti locali e, pertanto, molto politicizzata. Negli ultimi anni questi amministratori  hanno dimostrato di non saper gestire correttamente  la banca che si è imbarcata  in operazioni in derivati, risultate poi in perdita, e per importi cospicui.  Addirittura voci insistenti dicono che   la banca abbia nascosto “le carte” alla stessa Banca d’Italia, così da occultare i rischi.

In linea generale ci si stupisce che queste transazioni siano così facili da occultare che neanche le famose Agenzie di Rating, oltre alla stessa autorità di vigilanza,   hanno saputo analizzare il bilancio della banca, trascurando aspetti così importanti e continuando ad assegnarle giudizi non elevati ma neanche bruttissimi.

Mi auguro che questo esempio possa portare ad una maggiore attenzione, in futuro, proprio alle autorità di Vigilanza che hanno nelle loro mani il benessere del sistema finanziario nazionale.

Per quanto riguarda, infine, noi cittadini, dobbiamo sempre diffidare quando ci vengono proposte operazioni di investimento “fumose”, troppo difficili da capire, anche se prospettate come redditizie. Se non comprendiamo, confessiamo la nostra ignoranza e andiamo avanti, ne guadagneremo in salute!!