Le nebbie del passato di Andrea Marchetti – Tullio Pironti editore 2013, recensione di Daniela Domenici

le nebbie del passato

Accogliamo con infinito piacere nel ristretto olimpo degli scrittori italiani di noir Andrea Marchetti, nato a Marino nel 1966, con la sua opera prima “Le nebbie del passato” pubblicato da Tullio Pironti editore.

Il protagonista di questa storia, che ci auguriamo diventi la prima di una lunga serie, è il maresciallo Leonardi che “si troverà a fare i conti con un passato ingombrante e spinoso, ferito dalla seconda guerra mondiale, e proverà a recuperare una dignità morale, degli ideali, tentando di risanare vecchie ferite e di trovare un senso alla vita”: perché questo maresciallo di cui Marchetti ci regala una descrizione straordinariamente umana e, allo stesso tempo, integerrima nella sua dedizione al lavoro, si trova a dover scoprire cosa si nasconda dietro a due presunti suicidi nel “piccolo centro appenninico” di Montebello, “un borgo esteriormente placido, abitato da cittadini che sembrano innocui e senza scheletri nell’armadio” ma che nasconde, invece, dei segreti inconfessabili che il maresciallo, lentamente ma inesorabilmente, riuscirà a svelare, scavando, goccia a goccia, dentro alcune persone, le più insospettabili, per arrivare rendere giustizia perché “si sa, la storia non viene fatta né dai se né dai ma; la storia è fatta di coraggio, d’eroismo ma anche di piccole viltà e atrocità ingiustificabili”.

Andrea Marchetti ha scelto di ambientare questa sua storia nel periodo post bellico e ha, per questo, usato uno stile narrativo “colorato” di arcaismi per darle una sorta di maggiore aderenza storica e ha rinunciato al ritmo serrato, tipico dei thrillers, e alla suspence preferendo una narrazione fluida, pacata, da romanzo che attrae e affascina.

Concludo con una frase tratta dalla prefazione di Andrea G. Pinketts: “…la guerra, il fascismo, l’ambiguità, la storia sono pennellate di colore indefinito tendente al rosso sangue su un’indagine che non è sicuramente solo gialla…”: bravo, Andrea, aspettiamo la prossima indagine del “tuo” maresciallo Leonardi.