Limpida follia di Tiziana Mignosa

Limpida follia

Non ricordo più

quanto tempo l’ho atteso

questo tempo spalancato

sull’abbondanza

I tuoi occhi

erano un sì gridato alla vita

quella sera

e le tue mani anche

erano come le onde tumultuose

che mi frizzavano dentro

sospingendomi leggera

tra la luna

che non vedevo

e le stelle che m’invadevano gli occhi

E poi c’era il freddo

che sentivo  ma non avvertivo

e quel tentativo fallito

che i nostri passi rallentava

dispiaciuti di andar via dal buio

che una rotonda sul mare

avvolgeva

Noi

che cercavamo ancora

 senza dircelo

una manciata di deserto

tra quella folla fatta di pochi respiri

intrichi di cielo a notte

mare e desiderio

Affacciata dal passato

sbucava anche qualche opulenta carpa

più in là

che dai suoi occhi a mandorla

osservava incredula

le nostre risate cristalline

mentre mi raccontavi di buffi

e lunghi baffi neri

Profumava di salsedine

quel batticuore

limpida follia

la stessa che scandagliava gli argini del timore

mentre esploravo il battito impetuoso

che sgorgava fiori e miele

dalla mia pelle

E le tue labbra

spegnendo il mondo intorno

di brivido sulle mie

mi regalavano dolcemente

l’atteso tuo sapore