“Il racconto dell’isola sconosciuta” al teatro Nuovo Sentiero, recensione di Daniela Domenici

saramago

Teatro stracolmo, uno spettacolo nello spettacolo, per la terza replica de “Il racconto dell’isola sconosciuta” di Josè Saramago, portoghese, premio Nobel, che è stato così ricordato a 91 anni dalla nascita avvenuta il 16 novembre 1922.

Ma lo spettacolo di oggi aveva una doppia valenza: oltre ad augurare “buon compleanno Josè” voleva ricordare due bravissime musiciste scomparse a Firenze da meno di un anno, lo scorso febbraio, Ruth Pardo e Lara D’Angelo, madre e figlia, che hanno perso la vita in un assurdo incidente domestico.

Protagonista straordinaria della mise en scene del libro di Saramago una superlativa Maria Paola Sacchetti che ha dato voce e gesti ai tanti personaggi della storia, regalandoci emozioni a non finire, magicamente coadiuvata dalla pianista Marina Longo che ha saputo interagire perfettamente con lei; Mappi, come tutti affettuosamente la chiamiamo, ha interpretato un monologo da Attrice con la A maiuscola quale ormai siamo abituati a conoscerla e ad applaudirla; il cast tecnico era formato dal regista Alessandro Becherucci, dalle assistenti alla regia Sandra Ballerini e Raffaella Afeltra, i costumi di Carla Azzurri e le originali, oniriche scene di Francesco Ginestretti e Giorgia Mori.

Mettersi in viaggio verso “l’isola sconosciuta” è una metafora della ricerca interiore che ognuno di noi dovrebbe fare perché solo uscendo da sé ci si può conoscere, solo avendo il coraggio di mettersi in cammino si può arrivare all’isola sconosciuta, al centro di noi, come fanno i due protagonisti del libro di Josè Saramago.

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