“Via d’uscita” di Olga Melnik al teatro La Fonte di Bagno a Ripoli

via d'uscita
COMUNICATO STAMPA
Nell’ambito della rassegna “ANIMA RUSSA” il Centro di Teatro Internazionale FESTEGGIA i suoi primi 20 anni di attività con una VERSIONE INEDITA dello spettacolo che ha rappresentato in numerosi Festival Nazionali e Internazionali, lo spirito poliedrico, il linguaggio universale, l’ensemble della Compagnia
10 gennaio ore 21.15
11 gennaio ore 19.00  + FESTA DEL 20-mo ANNIVERSARIO del CTI con aperic…ena ( su prenotazione 055-418084; 3475572347)
12 gennaio ore 16.30

VIA D’USCITA   commedia eccentrica di O.Melnik
• Premi:  Migliore Spettacolo; Migliore Attore, Migliore Regia e Gradimento del Pubblico al Festival Internazionale “Sibirskaja rampa”/ Bajkal/ Russia  – 2008 •
Premi:  Migliore Ensemble attoriale ; Migliore Attore per Valentina Schiavi, Matteo Facenna e Samuele Batistoni, Migliore Regia nella ricerca del teatro Moderno al Festival Internazionale “I riso, e lacrime, e amore”/ Ekaterinburg/ Russia  – 2009 • Festival Internazionale Estivades – Marshe-en-Fammen- Belgio –2009 •
Premi:  Migliore Compagnia; Migliore Scenografia, Migliore Regia al Festival “L’Estate di San Martino” San Miniato (PI)/Italia -2009 •
Premio al Festival dell’Università di Cultura ed Arte di Mosca/ Russia – 2010 • Festival Nazionale “TRANSITI” – Teatro Furio Camillo/Roma/Italia – 2010 • Premio  per “La ricchezza del linguaggio teatrale e per il tesoro dell’improvvisazione” al Festival Internazionale “ Tradizione ed avanguardia – Gatchina/Russia – 2010 •
Rassegna “Atmosfere instabili” – Teatro di Rivoli/Torino/ Italia –2010 • Premio  Migliore spettacolo e Migliore attrice a Valentina Schiavi al Festival Nazionale “ L’ora del Teatro” – Montecarlo/ Italia – 2010 •
Premio dello sponsor al Festival Internazionale  “Baltijskij bereg” – Tallinn/Estonia -2011 •
Premio  Gradimento del pubblico “Migliore spettacolo”  e Migliore attrice a Valentina Schiavi al Festival Nazionale “ Teatrika” – La Spezia/ Italia – 2011 • Nomination Migliore attrice  a Valentina Schiavi, Migliore Produzione, Miglior spettacolo per la Giuria al Festival international de Théâtre de Mont-Laurier (Qc), CANADA – 2011 • Festa della Toscana -2011 •
INTERNATIONAL BLACKSEA THEATRE FESTIVAL/ TURCHIA – 2012 • Festival Internazionale – Oujda /Marocco – 2013
Regia di Olga Melnik
Interpreti:
Italiano – Davide Papi/ Matteo Facenna/ Vasco Bonechi, Francese – Gianluca D’Indico/ Samuele Batistoni/ Gianni Monini
Russa – Ilaria Mulinacci/ Romana Rocchino/ Valentina Schiavi/ Tiziana Fusco Uomini neri –  Larthia Galli Nannini, Fabio Deriu, Vera Striganova/Irene Meucci
Farsa eccentrica dove un piccolo gruppo multietnico dovrà affrontare le difficoltà della prigionia. I 3 personaggi,un Italiano , un  Francese e una Russa , creano una pacifica convivenza con l’obiettivo di liberarsi, ma alla fine dei loro sforzi atti a trovare una via d’uscita ci sarà una trasformazione inattesa.  Il gioco attoriale si basa prevalentemente su linguaggi non verbali ( ballo, ritmo, canzone, pantomima ecc.) Si apre il sipario ed il pubblico viene immediatamente catapultato sulla scena: uno spazio chiuso, claustrofobico, con tre personaggi legati ed incappucciati. Un italiano, un francese ed una russa: dove sono? Perché? Tre personaggi, appartenenti a tre culture differenti, che tentano di comunicare fra loro; apparentemente stereotipi della propria nazionalità riusciranno, nel corso dello spettacolo, a superare i pregiudizi, conoscersi meglio e a capirsi: sognando, scartando misteriosi pacchi che vengono calati loro dall’alto, intrecciando fra relazioni e cercando assieme una.. via d’uscita, da quella stanza che ben presto si rivelerà una prigione.   Uno spettacolo teatrale pieno di comicità data dalla situazione e dai numerosi fraintendimenti linguistici, uno spettacolo che non è altro che la metafora della vita: viviamo sentendoci rinchiusi in un mondo che ci sembra troppo piccolo, cerchiamo invano una via di fuga, e solo una volta arrivati sulla soglia dell’uscita di sicurezza abbiamo il coraggio di voltarci indietro e di guardare. Solo in questo modo ci rendiamo conto che i nostri “compagni di cella”, apparentemente così differenti da noi per lingua, cultura e sogni, ci assomigliano più di quanto non avremmo mai creduto.
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