“Lovebook” di Simona Sparaco, recensione di Daniela Domenici

lovebook

Ho voluto leggere quest’opera precedente della Sparaco dopo essermi innamorata del suo più recente “Nessuno sa di noi” che ho, naturalmente, poi recensito.

La classe non è acqua e Simona Sparaco la dimostrava già con questo suo libro del 2009, deliziosamente divertente, di tutt’altro genere rispetto a quello succitato, ma assolutamente da leggere per sorridere e riflettere sul potere, positivo e negativo, che ha acquistato nelle nostre vite il social network Facebook.

I protagonisti di questa storia sono perfettamente tratteggiati, soprattutto i due principali, Solidea ed Edoardo, ma straordinari anche i ritratti dell’amico del cuore gay di Solidea David, della sua amatissima nonna, della sorella Clotilde e della cugina Federica, della mamma di Edoardo e di tanti altri ancora.

Perfetta la scelta di alternare i capitoli facendo parlare a turno Solidea ed Edoardo e seguendo quindi il dipanarsi della vicenda da due diversi punti di vista.

Il “cuore” geografico, e non solo (come vedremo negli ultimi capitoli) della storia immaginata dalla Sparaco è la cartolibreria che la famiglia di Solidea gestisce da generazioni ma ci sono “digressioni” anche verso altri luoghi.

Ancora una volta devo fare i miei complimenti, da correttrice di bozze ed editor, a Simona per la totale assenza di manchevolezze stilistiche di qualunque genere, una perla rara ultimamente, e per la dolce e commovente ironia con cui colora i vari momenti di questa storia che sembra leggera ma nasconde e ci regala molti spunti di riflessione.