“Francesco”, breve racconto di Adele Libero

francesco

Hai detto “si” ? Abbraccio !! Francesco era fatto così, se gli dicevi di si partiva un abbraccio forte delle sue lunghe braccia di ventenne allampanato, curioso, attento. Ti stringeva con quelle manone dove, così sembrava, i polpastrelli erano particolarmente grandi e sensibili, a furia di leggere i testi in braille.

I “si” erano importanti, per lui. Se gli avevi risposto “si”  ti eri impegnato a leggere per lui un brano di letteratura, una poesia o un’intera lezione annotata. La registravi e lui poi se la poteva ascoltare  tutte le volte che voleva, fino ad impararla bene. Lo preferiva alla lettura via braille, sia perché i testi erano cari  – non so se glieli passasse gratis l’Università –  sia  per la felicità nell’ascoltare una vera voce che gli spiegava le cose.

E “si” era bello, per lui, anche quando ti eri impegnato ad accompagnarlo, all’uscita delle lezioni, alla sua fermata di Funicolare. E’ vero, era dotato di bastone, ma a Napoli i marciapiedi erano spesso invasi dalle vetture parcheggiate, da pozzanghere quando pioveva o da altra sporcizia di varia natura. Queste cose il bastone non le poteva sempre segnalare. E poi nella breve passeggiata lui chiacchierava di continuo, ti chiedeva com’era la giornata  – era cieco dalla nascita e non vedeva che ombre – ed io, personalmente, gli dicevo quasi sempre che il tempo era incerto, anche se c’era il sole ed il panorama  del Golfo di Napoli dal Corso era davvero mozzafiato. Andavo piano, tesa, non era facile condurlo tra i mille ostacoli del percorso di cui ci si avvede solo in questi casi. E poi lo tenevo per mano e mi sembrava di avere tutta la responsabilità del mondo.

I Professori dell’Università l’avevano in grande considerazione e simpatia, anche se lui ne approfittava, studiava poco e aveva sempre un sorriso per chiedere perdono. Così superava gli esami del corso di laurea in lingue più facilmente, ma questo, ovviamente, a noi studenti non dispiaceva, anzi!

Andai alla sua seduta di laurea. Era molto emozionato ed alla fine mi chiese, solo per gioco, se lo potessi accompagnare alla sua fermata! Il mio “si” fece scattare l’ultimo abbraccio. Il più bello e commovente perché poi ci siamo persi di vista.