“Donne in politica: Algeria” da me tradotto
La storia travagliata dell’Algeria, con lunghi periodi di insicurezza, non ha creato le condizioni che contribuiscono alla responsabilizzazione delle donne.
Comunque l’Algeria è recentemente riuscita ad aumentare la percentuale delle donne in parlamento più di qualunque altra nazione al mondo.
È ora 26esima nella classifica delle nazioni dell’Unione Inter-Parlamentare mentre prima delle elezioni l’anno scorso era alla 121esima posizione.
Nel maggio 2012 le più recenti elezioni all’Assemblea Nazionale del Popolo, la camera più bassa del parlamento dell’Algeria, hanno visto un aumento significativo nella rappresentanza politica femminile nella nazione.
Dei 462 candidati eletti 146 erano donne che rappresentano circa il 32% paragonato all’8% del parlamento uscente.
L’elezione è stata basata sulla nuova legge elettorale del gennaio 2012 che ha introdotto una quota di donne nelle liste elettorali dei partiti che concorrono alle elezioni legislative, municipali e comunali.
La legge stabilisce quote variabili che richiedono che dal 20% al 50% dei candidati siano donne e che dipendono dal numero di seggi in ogni distretto elettorale.
Inoltre viene stipulato che ogni lista di candidati che violi le caratteristiche di questa quota sia rigettata.
La legge ha aumentato le clausole della costituzione algerina, con le modifiche del 2008, che prevedono l’uguaglianza di genere e la promozione dei diritti politici delle donne aumentando le loro occasioni di accesso alla rappresentazione nelle assemblee elette.
Rimane da vedere se questo recente successo si tradurrà in un reale miglioramento della vita di ogni giorno delle donne in Algeria.
Il diritto di voto e concorrere a un incarico non è una cosa nuova per le donne algerine poiché è stato loro garantito nel periodo subito la guerra d’indipendenza del 1962.
Comunque in realtà le donne sono state escluse dalla vita pubblica poiché persistevano punti di vista tradizionali nella società che hanno rinchiuso le donne soprattutto nei ruoli di mogli e madri.
Le discriminazioni rimangono in altre aree della legge. Sebbene l’Algeria abbia ratificato la convenzione delle Nazioni Unite sull’eliminazione di tutte le forme di discriminazione contro le donne nel 1996 ha fatto delle riserve maggiori sulle disposizioni che ha trovato nel conflitto con le sue leggi sulla nazionalità e sulla famiglia.
Mentre le riserve correlate alla nazionalità sono state sollevate le leggi sulla famiglia regolano ancora i diritti di uomini e donne in modo diverso per quel che riguarda il matrimonio, il divorzio, la custodie dei figli e l’eredità.
Inoltre i cambiamenti nella legge favorevole alle donne non sempre si riflettono nella pratica, in particolare nelle regioni rurali dove le tradizioni patriarcali tendono a prevalere.
Finora poche donne algerine hanno avuto posizioni di leadership che abbiano permesso loro di influenzare il fare politica. Inoltre il loro successo elettorale del maggio 2012 non si è ripetuto nelle seguenti elezioni locali a livello nazionale dove sono 4 del 1541 sindaci eletti erano donne.
http://www.europarl.europa.eu/eplibrary/Algeria.pdf
