Agustina d’Aragon, la Giovanna d’Arco spagnola, da me tradotto e rielaborato

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Agustina Raimunda María Saragossa Domènech o Agustina d’Aragón, nata il 4 marzo 1786 e mort ail 29 maggio 1857, è stata un’eroina spagnola che ha difeso la Spagna durante la Guerra spagnola di indipendenza prima come civile poi come ufficiale professionale nell’esercito spagnolo. Nota come la “Giovanna d’Arco spagnola” è stata l’oggetto di molto folklore, mitologia e opere d’arte inclusi ritratti di Francisco Goya e poesie di Lord Byron.

Nell’estate del 1808 Zaragoza era una delle ultime città nella Spagna settentrionale a non essersi arresa alle forze di Napoleone e fu quindi, al tempo dell’assedio, sommersa da un gran numero di rifugiati che fuggivano dall’avanzata della Grande Armée. All’inizio di giugno i Francesi iniziarono ad avanzare su Zaragoza che non aveva visto una guerra per circa 450 anni e fu gestita da una piccola forza provinciale al comando di Josè de Palafox il cui eroismo avrebbe rivaleggiato con quella di Agustina.

Il 15 giugno 1808 l’esercito francese assaltò il Portillo, un’antica porta d’ingresso alla città difesa da una batteria “hodgepodge” di vecchi cannoni e un’unità di volontari in pesante inferiorità numerica. Agustina, arrivando ai bastioni con un cesto di mele per nutrire gli artiglieri, guardò i difensori vicini cadere sotto le baionette francesi. Le truppe spagnole ruppero i ranghi avendo avuto tante vittime e abbandonarono i loro posti. Con le truppe francesi a poche miglie Agustina stessa corse in avanti, caricò un cannone e accese la miccia spazzando via un’ondata di attaccanti a bruciapelo.

La visione di una donna sola che gestiva coraggiosamente i cannoni ispirò le truppe spagnole in fuga e altri volontari a ritornare e assisterla. Dopo una lotta sanguinosa i Francesi interruppero l’assalto di Zaragosa e abbandonaro l’assedio per poche settimane prima di ritornare a combattere a loro modo nella città, casa per casa. Il costo umano si rivelò veramente terribile su entrambi i fronti e le difese della città compromesse senza speranza e Palafox alla fine accettò l’inevitabile e fu costretto a consegnare la città ai Francesi. Nonostante la sconfitta finale l’azione di Agustina divenne un’ispirazione per quelli che si opponevano ai Francesi e, in tempi più recenti, per molte femministe.

Da Wikipedia