“Milioni di milioni” di Marco Malvaldi, recensione di Daniela Domenici

 milioni di milioni

Premetto che amo da sempre i gialli che non siano troppo “gialli” ma che abbiano anche una storia “intorno” e questo libro di Marco Malvaldi, il primo per me dei suoi tanti, rientra in questa categoria. Se ci aggiungiamo poi che l’autore è toscano, di Pisa, e che ambienta questa sua storia in un immaginario paesino che già dal nome fa sorridere, Montesodi Marittimo, e che fa parlare alcuni dei suoi abitanti con la tipica intonazione “pisese” si otterrà un libro che si divora in pochissimo tempo e che lascia un sorriso interiore al ricordo dei suoi buffi protagonisti.

“Milioni di milioni” è un delizioso ritratto a tutto tondo di un paese minuscolo e dei suoi originalissimi abitanti che si trovano, all’improvviso, a dover fronteggiare due novità: l’arrivo di due studiosi, Piergiorgio e Margherita, che devono far loro dei test per una ricerca e la morte un po’ misteriosa di una vecchia signora ex maestra del paese.

Durante le indagini che vengono portate avanti, a modo loro, dai due studiosi che poi coinvolgeranno il maresciallo e il sindaco del paese affiorano tanti insospettabili particolari che colorano la vicenda fino alla soluzione del giallo, assolutamente inaspettata.

Deliziosa l’idea di “infiorare” la narrazione con citazioni letterarie, da Orazio a Montale, e con deliziosi dialoghi che, invece, talvolta, son tutt’altro che dotti; il tutto contribuisce a rendere vivacissima la storia e a farci visualizzare perfettamente ogni singolo protagonista, dal parroco al sindaco, dal maresciallo ai due studiosi perché “ognuno di loro è una persona, non la gente” come afferma, giustamente, Margherita quando rimprovera bonariamente Piergiorgio di essere un po’ menefreghista, un messaggio valido per ciascuno di noi.

Complimenti, Marco, non vedo l’ora di leggere altre tue opere e speriamo che tua moglie Samantha ti suggerisca altre storie come queste…