“Donna a metà” di Loredana De Vita, recensione di Daniela Domenici

 donna a metà

Cos’è una donna a metà? Ecco come ce lo spiega l’autrice “…la donna a metà è una donna che guarda se stessa solo in parte…le donne vivono un periodo in cui sembrano cercare all’esterno di sé approvazioni e consensi che dovrebbero scoprire semplicemente guardando dentro se stesse…”.

E Loredana De Vita, docente di letteratura inglese in un liceo napoletano, sceneggiatrice e regista teatrale, autrice di altri saggi prima di questo suo più recente “Donna metà”, ci propone alcuni spunti di riflessione per “incoraggiare alla ricerca del valore autentico degli uomini e delle donne con cui ciascuno di noi vive”.

E questi spunti sono davvero numerosi e vari, i titoli dei capitoli ne sono uno specchio, da “la coscienza di essere donna” a “donna si nasce e si diventa”, da “analfabetismo affettivo” a “l’Uomo è uomo e donna” fino all’ultimo che s’intitola “semplicemente donna”; da ognuno di loro vorrei citare più di un paragrafo tanto sono densi di “provocazioni” che mi hanno arricchito il cuore e la mente ma non potendolo fare riporto qui alcune parole del capitolo finale come summa di tutto il pensiero dell’autrice: “imparare a conoscersi è importante ed è un fatto ma non perché si debba dimostrare a qualcuno di valere qualcosa quanto perché è la conoscenza che ci rende liberi, ci fa superare le paure e i silenzi e ci fa scoprire la vera natura della nostra essenza umana” e conclude così :”qual è l’obiettivo? Chi c’è al termine del percorso? Dipende dalla propria scelta! Per me c’è l’altro, infinitamente grande e piccolo, ordinario e straordinario ma, soprattutto, immenso per la sua diversità che è unicità e di cui non posso che essere grata perché mi aiuta a confrontarmi, a crescere, a vivere diventando migliore e a diventare donna…semplicemente donna”.

Cuore pulsante, secondo la mia personale opinione, e uno dei semi per la nascita di questo suo saggio la lettera, riportata integralmente naturalmente in forma anonima nel capitolo intitolato “Sulle donne, violenza minore?” , di una sua allieva che ha trovato il coraggio di raccontarle la sua storia di violenza tra le pareti domestiche e che Loredana così commenta: “grazie, mia giovane amica, anch’io spero che il messaggio possa arrivare: il tuo messaggio che è anche il mio. Ecco, questo è quello che tutti dovremmo fare: uscire dal silenzio. Uscire dal silenzio significa anche non nascondere la verità. Non è colpa dell’amore la violenza e non è colpa della donna la violenza…essa è male allo stato puro, lucido e senza giustificazioni…”

Semplicemente grazie, Loredana, per non esserti arresa ed esserti spinta “fino nelle viscere di quella femminilità da cui volevano tenermi lontana senza riconoscerla né desiderare conoscere…ho dovuto lottare e rendere più credibile il prorompente significato e valore del mio essere donna”, grazie da tutte le donne.