“L’ulivo ricorda” di Adele Libero

 ulivo solitario

 

Ho visto un ulivo solitario,

che voleva abbracciare il cielo,

farsi raccontare,

riempirlo di parole,

per non perdere vita,

per non restare solo.

Assalito dai ricordi,

col tronco ferito:

pioggia di mille giorni,

o sole inaridito,

ragionava col vento,

senza chinare il capo.

I ragazzi ricamavano i rami,

ti salivano in braccia,

facevano la lotta,

gustavano le olive.

Ma adesso c’è la crisi,

il paese è invecchiato,

e tutte le sue case

son pietre del passato.

E tu stendi l’ombra ai prati e ai fiori,

alle formiche e al grano,

al vento lontano,

ai dorati covoni.

Mentr’io lasciai i campi,

per esser cittadino

per essere importante,

crearmi un destino.

Così son diventato cieco,

davanti all’ulivo.

Lo lascio marcire

e non provo dolore.