“L’ulivo ricorda” di Adele Libero
Ho visto un ulivo solitario,
che voleva abbracciare il cielo,
farsi raccontare,
riempirlo di parole,
per non perdere vita,
per non restare solo.
…
Assalito dai ricordi,
col tronco ferito:
pioggia di mille giorni,
o sole inaridito,
ragionava col vento,
senza chinare il capo.
…
I ragazzi ricamavano i rami,
ti salivano in braccia,
facevano la lotta,
gustavano le olive.
…
Ma adesso c’è la crisi,
il paese è invecchiato,
e tutte le sue case
son pietre del passato.
…
E tu stendi l’ombra ai prati e ai fiori,
alle formiche e al grano,
al vento lontano,
ai dorati covoni.
…
Mentr’io lasciai i campi,
per esser cittadino
per essere importante,
crearmi un destino.
…
Così son diventato cieco,
davanti all’ulivo.
Lo lascio marcire
e non provo dolore.
