“Povertà” di Adele Libero

povertà

Sera curiosa,

aspetta il tuo ritorno,

sei solo un’ombra,

hai corso tutto il giorno,

per pochi euro, per non morire,

su questo prato

stai per svenire.

Sospirano disfatte le pareti,

ti guardano,

sei solo e sgangherato.

Per cena hai preso alici,

cibo per mici.

La notte è amica,

tra poco il letto,

compagno fidato,

un poco di tele

e sarai addormentato.

I figli vanno,  inutili e lontani,

in cerca di lavoro,

senza domani.

I parenti si sono dileguati,

hanno dei soldi,

ma sono sbagliati.

La coperta che pesa di sconfitta,

è la crisi, è il destino,

è il volto nuovo d’una società,

che  più non ha niente d’umano.