Perché non ci sono icone femminili vere rappresentate a Central Park? di Marcie Bianco, da me tradotto e rielaborato

alice in wonderland 

Da “Literary Walk” a “Strawberry Fields” Central Park è pieno di uomini, di statue maschili volevo dire.

Ma questa parodia vecchia 150 anni potrebbe presto concludersi. Alcuni attivisti provano a riparare questa “gender inequity” con una campagna per ottenere che le statue delle antesignane femministe e attiviste per i diritti civili Elizabeth Cady Stanton e Susan B. Anthony siano collocate in modo permanente nello storico santuario verde della città di New York.

Secondo “Vocativ” ci sono approssimativamente 50 statue disseminate nel primo parco pubblico paesaggistico degli Stati Uniti. Molte di queste si trovano lungo la Literary Walk del parco. Alcuni hanno legami con la storia americana come quella di Cristoforo Colombo e Alexander Hamilton, ma altre come quella di Shakespeare, Andersen e Bolivar non ce l’hanno.

Di queste statue le uniche figure femminili facilmente distinguibili sono “fictional”: Alice (o Alice nel paese delle meraviglie), Mother Goose e Giulietta (o Romeo e Giulietta). Interessante notare che sia Alice che Giulietta sono state create da autori uomini.

Pam Elam sta capeggiando il movimento per l’inclusione di monumenti femminili a Central Park. “Ci sono numerose rappresentazioni della forma femminile come angeli, ninfe e figure allegoriche ma statue che celebrino i vasti e variegati contributi delle donne reali non si trovano da nessuna parte” ha dichiarato a “Women You Should Know”.

Ma non è solo Central Park che sta lottando per diversificare. Alcune ricerche dimostrano che nelle campagne le donne sono drammaticamente poco incluse in memorials, parchi e giardini con statue. Nel 2011 solo 394 delle 5.193 sculture pubbliche di persone all’aperto negli Stati Uniti ritraevano donne secondo il Washington Post. È un triste 8%.

Questo fatto “espande il messaggio più ampio che i contributi delle donne non sono importanti. Gli umani tendono a fidarsi del non verbale e le statue mandano un messaggio non verbale molto chiaro” ha dichiarato al Washingorn Post Lynette Long, psicologa e fondatrice di “Equal Visibility Everywhere”.

In definitiva la lista delle grandi donne americane che potrebbe essere immortalate a Central Park è infinita anche se si restringesse solo a quelle che hanno legami con New York.

La campagna è necessaria non solo per riconoscere il passato e le acquisizioni delle donne nella fondazione politica e culturale di questa nazione ma anche come strumento di apprendimento per tutti coloro che visitano il parco.

http://mic.com/articles/97788/why-are-there-no-real-female-icons-represented-in-central-park