“Colui che ritorna – un amore lungo due vite” di Cetta De Luca, recensione di Daniela Domenici

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“…non c’erano anni a dividerli, non c’erano distanze a separarli né il tempo avrebbe mai potuto perderli se il loro destino era quello di ritrovarsi ogni volta come viaggiatori dell’infinito che, seppur per strade traverse e percorsi accidentati, tornano sempre, immancabilmente, all’origine dei sogni che li hanno generati”: ecco, in questo paragrafo finale del c’è l’essenza di “Colui che ritorna”, bellissimo romanzo d’esordio di Cetta De luca che ho avuto il piacere di leggere e che mi ha coinvolto davvero tanto.

Innanzitutto per i due temi trattati che mi appassionano, che sento molto empatici, il tempo “inteso come spazio in cui le distanze si contraggono e si rincorrono e la memoria è il filo conduttore che unisce i singoli avvenimenti, e il pellegrinaggio inteso come viaggio alla scoperta del mondo e dell’ignoto che spesso è celato dentro ognuno di noi, una scoperta che è crescita e consapevolezza…”  (dalla prefazione di Marco Podda). E gli avvenimenti, con un unico fil rouge, saranno vissuti dai quattro protagonisti, davvero ben descritti psicologicamente, che sono uniti, inconsapevolmente, da un comune destino ma in epoche diverse: i primi due, Tommaso e Clotilde, vivono in pieno Rinascimento, e gli altri due, Matteo e Claudia, ai giorni nostri.

Bravissima l’autrice a seguire le due “coppie” in parallelo saltando da un periodo storico all’altro senza mai creare confusione e con perfette descrizioni storico-artistiche utilizzando, come comune denominatore, un percorso di viaggio lungo la via Francigena che unisce, al di là del tempo e dello spazio, Tommaso con Matteo e Clotilde con Claudia.

Che si chiami reincarnazione o deja vu, non importa il termine, è un qualcosa che mi tange molto da vicino e che, complice uno stile narrativo, già apprezzato in passato, fluido e ricco di dettagli pertinenti, mi ha fatto divorare quest’opera così particolare nonostante la sua mole non indifferente, ben 252 pagine: complimenti all’autrice.