“L’albero della notte” di Adele Libero

alberodellanotte

 

L’albero della notte, poi, raccolse

i fogli degli inutili “ti amo”,

appiccicati a rami intirizziti,

baciati all’alba da nuova rugiada.

Di sotto la panchina riposava,

pensando ai quei ragazzi innamorati

a quei sorrisi timidi e bambini,

coi libri sopra il prato abbandonati.

Non piangere, diceva tra le foglie,

qualcuno che partiva e non tornava,

sedendo alle porte d’infinito

nel mentre il sole in fondo tramontava.

Spezzando le parole nella gola

creando sogni nell’atmosfera

e l’albero, curioso, che guardava,

come si cresce e come il cuore spera.

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