“Il peso degli anni” di Adele Libero

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Stanno laggiù, foglietti tutti uguali,

accatastati come un bel diario,

con tante foto, alcune già sbiadite,

a raccontar la storia di una vita:

quello stupido scherzo di bambina,

l’amichetto che pianse di dolore,

le mie tante cadute su di un prato,

cercando anche dell’aria il colore.

Quel ragazzo, il primo fidanzato,

con cui i litigi erano la norma,

un bacio a suggellare un armistizio,

un pianto quando amore perse forma.

I compagni di scuola, allampanati,

nella foto di fine primavera,

ansiosi di varcar presto il futuro,

dove nel vento van, come bandiera.

I tanti giorni di lavoro amaro,

chinata all’obbedienza delle norme,

tra numeri e formule assai strane,

parenti di farfalle australiane.

Gli amici, i capi, le città, le case,

correvano nel treno delle ore,

io trattenevo il cuore sui momenti

che dentro mi cantavano passione .

Ora il tempo mi pesa sulle spalle

ed ogni dì mi scopro qualche ruga,

ma il conto spesso torna a mio vantaggio,

e coccolo il passato come fuga.