Dalla badessa di Conversano alla commissione per il diaconato femminile, di Maria Pia Di Nonno

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A Conversano, ridente cittadina pugliese, poco lontana dalla più nota città di Mola di Bari si intrecciano i racconti di grandi personaggi e grandi storie. A Conversano nacque, ad esempio, il socialista Giuseppe Di Vagno, noto anche come il “Matteotti del Sud” che difendeva in Parlamento i diritti dei “pezzenti e dei diseredati”. Ucciso da un gruppo di fascisti a Mola di Bari – il 25 settembre del 1921 – viene ricordato ancora oggi con il soprannome di “Il Gigante Buono”.

Ma la città di Conversano è segnata da una vicenda ancora più singolare e unica del suo genere. Si tratta della vicenda, che sembrerebbe quasi inverosimile, delle badesse mitrate. Nel centro storico della città, infatti, ancora oggi si può ammirare il Convento benedettino, che nel XIII secolo, venne affidato da Papa Clemente IV ad un gruppo di monache cistercensi. In seguito Papa Gregorio VII permise alla badessa, Dameta Paleologo, di poter indossare la mitra e impugnare il pastorale. La badessa mitrata, e le successive che si avvicendarono, assunsero così tanto potere da essere definite “Monstrum Apuliae”, lo stupore della Puglia. Il convento, inoltre, era così tanto ricco e godeva di notevole prosperità economica che le badesse sfidarono “a suon di bellezza” il vescovo.  E fu così che donarono alla città un bellissimo campanile, il più alto della città. Un articolo, pubblicato su “La Repubblica” il 9 gennaio 2004, era intitolato proprio “I campanili di Conversano tra faide, vescovi e badesse”.

Nel 1800 le badesse mitrate di Conversano persero i loro privilegi, ma la questione del ruolo della donna nella Chiesa, così come nella società, tra alti e bassi, continua a far discutere. Se sul ruolo della donna nella società e nell’accesso ad alcune carriere, alcuni pregiudizi sono caduti, nell’ambito del diaconato femminile le incertezze e i dubbi sono ancora radicati, sebbene durante il Concilio Vaticano II ci furono alcune aperture. Come la presenza di ventitré donne durante i lavori del Concilio, definite anche “Madri del Concilio”. Si tratta di antichi pregiudizi o effettivamente alle donne sarebbe preclusa per volontà divina il diaconato femminile? La questione sarà attentamente esaminata da una Commissione costituita per volontà del Pontefice e che – composta da 6 uomini e 6 donne – sarà presieduta da Ladaria Ferrer.

Come riportato nell’articolo di Jacopo Scaramuzzi su “La Repubblica” del 2 agosto 2016:

Fin dall’inizio del pontificato Jorge Mario Bergoglio aveva dichiarato l’intenzione di valorizzare il ruolo delle donne. «Il genio femminile – aveva detto nella nota intervista al direttore della Civiltà cattolica, padre Antonio Spadaro, a sei mesi dal Conclave – è necessario nei luoghi in cui si prendono le decisioni importanti. La sfida oggi è proprio questa: riflettere sul posto specifico della donna anche proprio lì dove si esercita l’autorità nei vari ambiti della Chiesa».

Una svolta si potrebbe dire quasi epocale. Un po’ come quando nel 1963 la legge n. 66 apriva l’accesso alla magistratura alle donne, abrogando così l’art. 7 della legge 17 luglio 1919 n. 1176 che affermava:

Le donne sono ammesse, a pari titolo degli uomini, ad esercitare tutte le professioni ed a coprire tutti gli impieghi pubblici, esclusi soltanto, se non vi siano ammesse espressamente dalle leggi, quelli che implicano poteri pubblici giurisdizionali o l’esercizio di diritti e di potestà politiche, o che attengono alla difesa militare dello Stato secondo la specificazione che sarà fatta con apposito regolamento.

Una discriminazione quella verso le donne che continua ad essere perpetrata e che, nonostante i passi in avanti compiuti, continua a far sentire la sua presenza: dalla difficoltà nel conciliare famiglia e lavoro, nel crescente numero di atti di violenza contro le donne, dall’immagine distorta che i mass media comunicano del corpo femminile. Cosa ne sarà, invece, del ruolo delle donne della Chiesa? Potranno essere assumere maggiori responsabilità in futuro? Oppure no? Domande difficili su cui autorevoli studiosi e teologi si sono già soffermati e su cui la appena costituita Commissione per il Diaconato femminile saprà certamente dare alcune risposte.

https://mariapiadinonno.wordpress.com/2016/08/