accadde…oggi: nel 1784 nasce Teresa Belloc, di Fabrizio Bacolla

Come Francesco Tamagno,di Torino, che dall’osteria “Il Centauro”, gestita dal padre in Borgo Aurora, vicino a Porta Palazzo cantava per diletto e accortosi della prodigiosa voce che sapeva sfoderare, divenne nell’Ottocento uno tra i contralti più famosi del mondo, ance una donna Canavesana non fu da meno come bravura e cebrità. Si chiamava Maria Teresa Ottavia Faustina Trombetta ed era nata a San Benigno Canavese il 13 agosto del 1784 e fu anch’essa un tenore di grande talento. Era nata da Carlo Trombetta e da Agnese Clarc, oriunda della Georgia. Fu educata a Torino, quindi a Parigi,poichè il padre era al servizio della repubblica francese. Cantatrice più in vista dell’età di Rossini, affrontò per la prima volta un ruolo rossiniano nel 1812, nei panni d’Isabella ne “L’inganno felice” nell’interpretazione di opere dei vari minori Mayr, Bonfichi, Pavesi, Generali, Coccia, attivi al tempo suo, ma anche di Pacini e Mercadante, e persino di Mozart (Nozze di Figaro, Flauto magico, Don Giovanni). Perchè dunque il cognome Belloc? E prima ancora, in arte, “Giorgi”, forse per la residenza in San Giorgio Canavese o forse per omaggiare una delle cantatrici più in vista dell’età di Rossini. Infatti affrontò per la prima volta un ruolo rossiniano nel 1812, nei panni d’Isabella ne “L’inganno felice” e poi impegnata nell’interpretazione di opere dei vari minori come Mayr, Bonfichi, Pavesi, Generali, Coccia, attivi al suo tempo, ma anche di Pacini e Mercadante, e persino Mozart (Nozze di Figaro, Flauto magico, Don Giovanni).
Ma perchè il cognome diventò poi Belloc? Interprete di assoluta affidabilità, bravissima virtuosa ed attrice, fu giacobina in senso patrilineare, essendo Carlo Trombetta suo genitore molto attivo come rivoluzionario quando però la primadonna era ancòra assai piccina,perciò costrinse la famiglia a numerose e faticose peregrinazioni, fino all’approdo in Francia nel 1799, e in Francia c’era anche quell’Angelo Belloc, altro fuoruscito, che la Teresa avrebbe sposato nel 1802, avendo esordito già nell’anno 1800, appena sedicenne, secondo una consuetudine ancora per parecchio tempo piuttosto diffusa.Nel 1801 esordì come prima donna al Tatro Carignano di Torino col melodramma giocoso di Simone Mayr: L’equivoco, ossia Le bizzarrie d’amore, ed in un altro di Ferdinando Paer, La Virtù al cimento, con il nome di Teresa Giorgi. Fu quindi impegnata a Parma e nel 1803 apparve a Parigi, come protagonista di Nina ossia “La pazza per amore” di Giovanni Paisiello e di Griselda di Paër

Nel 1804 debuttò al Teatro alla Scala di Milano, ancora nella Nina di Paisiello, lavorando in questo teatro per oltre venti anni. Il prestigio di altri teatri italiani all’epoca, essa non è di molto più significativa della sua presenza al Regio, e soprattutto all’Opéra-Bouffe, al San Moïse di Venezia, e più d’ogn’altro al San Carlo di Napoli. Nel 1823 fu la protagonista nella ripresa di Medea in Corinto di Mayr. Predilesse i ruoli rossiniani: ottenne grande successo nei ruoli da contralto in Cenerentola, Tancredi e L’Italiana ad Algeri, ma creò anche la parte da soprano di Isabella ne L’inganno Felice e di Ninetta ne La Gazza Ladra. Nel 1818 la Giorgi apparve anche a Londra sotto il nome di Bellochi, ma non ebbe successo e tornò a Milano, dove cantò fino al 1828. In verità la Primadonna, stando alle critiche, dovesse essere generalmente di complessione piuttosto linfatica e bonacciona, nelle cattive e svogliate esecuzioni, ma Teresa di critiche cattive non ne ebbe mai. Nel 1818 Teresa apparve anche a Londra sotto il nome di Bellochi, ma non ebbe successo e tornò a Milano, dove cantò fino al 1828. Nella parte orientale del paese, aldilà di dove un tempo correvano le mura, si trova una delle costruzioni più rilevanti di San Giorgio Canavese: Villa Belloc (in foto).  L`origine di questa bella residenza va fatta risalire ai primi anni dell’800, quando la celebre cantante lirica Teresa Belloc, la prediletta di Rossini, decise di trasferirsi in quel centro di cultura che era San Giorgio. Da qui la decisione di costruire una villa con un vasto parco e si ritiene che il progetto “malfa1.html”in stile impero fu opera dell’incisore sangiorgese Michele Pechenino.Verso la fine dell’800 la villa venne acquistata dal barone trentino Stefano Malfatti, il quale si fece promotore di importanti interventi architettonici responsabili delle odierne linee barocco-classiche. Particolarmente suggestivo è il “Pomeriggio musicale”, appuntamento promosso dagli attuali proprietari e che riunisce nelle ricche sale della villa appassionati di musica lirica per ricordare l’ “usignolo” Teresa Belloc. Usignolo che si era spenta a San Giorgio Canavese e vi era morta afflitta dalla gotta.

https://12alle12.it/teresa-belloc-186605

Annunci