Svenimenti, al Teatro Cargo di Voltri, comunicato stampa

 

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TEATRO CARGO

AL TEATRO DEL PONENTE

Venerdì 20 ottobre 2017, ore 21

Piazza Odicini 9, Voltri

 

SVENIMENTI

Un vaudeville dagli atti unici, dalle lettere e dai racconti di Anton Cechov

 

Progetto, elaborazione drammaturgica Elena Bucci e Marco Sgrosso

Con Elena Bucci, Gaetano Colella, Marco Sgrosso

Regia Elena Bucci

con la collaborazione di Marco Sgrosso

Produzione CTB – Centro Teatrale Bresciano e Compagnia Belle Bandiere, con il contributo di Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Comune di Brescia, Regione Lombardia, Provincia di Brescia – con il sostegno di A2A e Fondazione ASM – e con il sostegno di Regione Emilia Romagna, Provincia di Ravenna, Comune di Russi

Elena Bucci vince il Premio UBU 2016 come migliore attrice

La Stagione 2017/2018 di Teatro Cargo prende il via venerdì 20 ottobre, ore 21, al Teatro del Ponente con lo spettacolo Svenimenti, un vaudeville costruito da Elena Bucci e Marco Sgrosso basandosi sugli atti unici,le lettere e i racconti di Anton Cechov. Gli interpreti sono gli stessi Bucci (anche regista e vincitrice del Premio UBU 2016 come migliore attrice) e Sgrosso, insieme a Gaetano Colella. La produzione è di Centro Teatrale Bresciano e Compagnia Le Belle Bandiere. Svenimenti rientra nell’abbonamento Adulti e nell’abbonamento Giovani di Teatro Cargo. Il biglietto singolo è in vendita a 16 euro (intero) o 14 euro (ridotto) al botteghino del teatro in piazza Odicini. Prenotazioni al numero 010-694240, via mail scrivendo a promozione@teatrocargo.it o sul sito Happyticket.

 

Gli svenimenti sono frequentissimi negli atti unici di Anton Cechov. In soli tre di questi si contano addirittura trentatré punti di crisi emotiva, tanto da fare pensare alle farandole brillanti dei vaudeville. Sono perdite di controllo che ritraggono personaggi in equilibrio tra farsa, commedia e tragedia, trascinati in nuvole di puro teatro al ritmo di invenzioni divertite che illuminano la solitudine malinconica degli antieroi cechoviani e le ridicole debolezze di tutti noi. La compagnia Le Belle Bandiere non mette in scena solo i tre atti unici La domanda di matrimonio, L’orso e Fa male il tabacco, ma li fonde, li intreccia con la biografia di Anton Cechov, le lettere che sua moglie Olga Knipper continua a scrivergli anche dopo la morte, i racconti e le altre sue opere cosiddette maggiori. Elena Bucci e Marco Sgrosso, autori del progetto e dell’elaborazione drammaturgica prima che interpreti, entrano così nel labirinto creativo di Cechov, per tracciarne un ritratto pieno di contrasti in cui emerge un uomo medico per vocazione e scrittore per passione, affettuoso e intelligente osservatore dei suoi simili, instancabile e gentile difensore degli ideali, amante della vita tumultuosa del teatro ma anche della completa solitudine, sempre curioso della vita nelle sue variabili forme. Seguiamo le vicende dei personaggi ma ascoltiamo anche i pensieri di Cechov nella varia prosa dell’epistolario, nel vivido scambio tra la compagnia, l’autore vivente, registi e pubblico, nel fitto dialogo con la moglie attrice, per la quale ebbe un amore assoluto ma vissuto quasi sempre a distanza a causa della sua malattia e degli impegni teatrali di lei, fatto anche di consigli teatrali imperativi o imploranti, mancati incontri, sospirate attese. Trapela, dal ricco e intenso serbatoio delle lettere, non soltanto la quotidianità bella e faticosa, ma anche il ritratto di un’epoca. Il pubblico ne insegue l’affascinante poliedricità attraverso continue trasformazioni e cambi a vista. Gli interpreti diventano di volta in volta compagni del Teatro d’Arte, fantasmi dell’autore, evocazioni di personaggi o testimoni del presente, accompagnati dalla danza di pochi elementi di scena e dal ritmo della luce e del suono.

 

 

 

 

 

 

 

 

La compagnia teatrale Le Belle Bandiere nasce nel 1993 su progetto e direzione artistica di Elena Bucci e Marco Sgrosso che, dopo essersi diplomati alla Scuole di Teatro di Bologna, dal 1985 al 2001 hanno fatto parte del nucleo storico del Teatro di Leo de Berardinis partecipando a tutti gli spettacoli. Le linee poetiche della compagnia spaziano dalla creazione di scritture sceniche originali all’indagine sulla drammaturgia contemporanea, da un variegato percorso di rilettura e riscrittura di testi classici del teatro a progetti fondati sulla commistione di diversi codici artistici e sulla trasformazione e il recupero di spazi dimenticati o abbandonati.

 

 

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