Intrigo e amore, al Teatro della Corte di Genova, recensione di Daniela Domenici

 

E’ approdato ieri sera, nell’ambito della tournèe italiana, al Teatro della Corte di Genova “Intrigo e amore” di Schiller ed è stata subito magia: il palcoscenico dominato da un pianoforte a coda, sedie, leggii e strumenti (che verranno suonati da alcuni degli attori) sparsi su tutto il palcoscenico con apparente casualità danno il là a uno degli spettacoli più affascinanti di questa stagione grazie, in primis, alla creatività scenografica di Katherine Rankl e alla perfetta regia di Marco Sciaccaluga che si è avvalso della traduzione di Danilo Macrì. Il regista ha saputo trasformare questo celebre dramma borghese, anzi un melodramma, di Schiller scritto della fine del Settecento a soli 24 anni e che ha ispirato Giuseppe Verdi per la sua “Luisa Miller”, in uno spettacolo pieno di ritmo e di colpi di scena, quasi un giallo intriso di sentimenti forti che ci vengono regalati grazie alla splendida recitazione di ognuno/a dei/lle protagonisti/e.

Ed è per questo che vorrei tributare i miei più calorosi complimenti e ancora tanti applausi a tutto il cast perchè è raro assistere a una tale prova di bravura così corale: da Stefano Santospago che è von Walter ad Andrea Nicolini che interpreta Wurm, da Roberto Alinghieri che è von Kalb a Mariangeles Torres che dà vita a Lady Milford, da Enrico Campanati, il maestro di musica, a Orietta Notari che interpreta sua moglie, da Simone Toni che è Ferdinand ad Alice Arcuri la sua Luisa.

Si replica fino a sabato 3 marzo, lasciatevi incantare!

NdT: prima dello spettacolo, nel foyer del teatro ha avuto luogo un concerto a cura del conservatorio Paganini con brani tratti, naturalmente, da “Luisa Miller” di Verdi interpretati da tre giovani e bravi/e artisti/e: la soprano Giulia Filippi, il tenore Kang Hao e il pianista Samuele Bauccio.

http://www.italianotizie.it/2018/02/28/intrigo-amore-al-teatro-della-corte-genova/

 

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