Sento la terra girare, al Politeama Genovese, recensione di Daniela Domenici

 

Teresa Mannino mi perdonerà se inizio questa mia recensione con due modi di dire inglesi ma ci ha scherzato anche lei all’inizio dello spettacolo: ieri sera al Politeama Genovese c’era il sold out per l’one-woman-show di questa formidabile artista siciliana e, pensate un po’, sulla locandina c’era scritto “solo posti in piedi a 16 euro”. E lei con l’intelligente ironia che la contraddistingue è partita da questa scritta per prendere in giro bonariamente i e le liguri che hanno riso e l’hanno applaudita ininterrottamente.

In genere quando si spengono le luci e si apre il sipario c’è il silenzio dell’attesa e invece ieri sera è accaduto che il pubblico ha iniziato ad applaudire, prima di vederla, per darle il benvenuto e lei ha ricambiato questo affetto con un monologo che è durato anche più del tempo previsto ma che è volato grazie alla sua straordinaria capacità di interagire e di far sembrare un happenning (altro anglicismo…), un’improvvisazione, quello che è invece studiato da lei nei minimi dettagli.

Ha saputo prendere in giro gli uomini e il loro cervello, ha parlato, con cognizione di causa ma con apparente leggerezza, di ambiente, di alimentazione, di spreco, di inquinamento, ci ha regalato due splendide poesie, la prima di Szymborska, della seconda non ricordo l’autore, ha recitato a piedi nudi e ha colorato il suo monologo con una splendida gestualità che ne è parte integrante. Ma soprattutto ha sottolineato la sua, e anche mia, sicilianità contrapponendola a Milano e inserendo, come vi ho detto nell’incipit, con apparente noncuranza, frequenti battute sull’essere liguri.

Oggi pomeriggio l’ultima replica, sono sicura che nonostante il maltempo ci sarà ancora il tutto esaurito per Teresa Mannino a cui rinnovo i miei applausi, qui virtuali, e i miei complimenti.

http://www.italianotizie.it/2018/03/18/sento-la-terra-girare-al-politeama-genovese/

 

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