accadde…oggi: nel 1937 nasce Didi Perego, di Ugo Volli

1993 – E’ morta ieri, nella sua casa romana, a causa di un tumore, l’ attrice Didi Perego, una delle protagoniste del teatro italiano, resa popolare anche dalle numerose produzioni cinematografiche e televisive cui aveva partecipato. Aveva 56 anni. L’ ultima volta che aveva recitato, Didi Perego interpretatva la parte di Madonna Pasqua, uno dei personaggi delle “Baruffe Chiozzotte” di Goldoni nella nuova edizione che Giorgio Strehler aveva allestito per l’ Expo di Siviglia e con cui aveva girato per l’ Europa e si era vista anche a Milano con molto successo. Proprio durante le recite di questo spettacolo Didi Perego aveva dovuto abbandonare la compagnia, a causa della malattia che dopo qualche mese l’ ha presa. Madonna Pasqua è un tipico personaggio popolare goldoniano, una donna anziana attaccata alle regole del suo ambiente, energica, colorita, schiva. E’ certo un caso che la carriera di Didi Perego si sia chiusa con questo personaggio, ma un caso emblematico. Quel gusto comico, quel modo discreto di stare in scena e nella vita, qual carattere schivo ma ironico e aperto coi colleghi che la rendevano popolarissima nelle compagnie, avevano segnato l’ autentica vocazione teatrale di una carriera durata quarant’ anni. Aida Perego (questo è il suo vero nome) era nata infatti nel 1937 a Milano, aveva frequentato l’ Accademia dei Filodrammatici debuttando giovanissima nel 1954 con lo spettacolo “Mon bebé e il medico delle Donne” di Romolo Costa accanto a Ugo Tognazzi. Ma anche su questo debutto teatrale Perego aveva alimentato una sorta di antileggenda. In una delle sue rare interviste, si legge infatti: “Sono diventata attrice per caso. Il produttore di uno spettacolo di varietà, incontrandomi in una Milano estiva, assolata, all’ epoca in cui le maggiorate erano di moda pensò che alta, bionda, giovane, prosperosa, potessi essere un’ accattivante soubrette. Io accettai, così come non si rifiuta la vincita a una lotteria. L’ interesse e l’ amore per il mio mestiere sono venuti dopo”. Fatto sta che subito dopo l’ impegno con la compagnia di Giustino Durano che la scoperse, ha lavorato con Franco Parenti al Piccolo Teatro in Tolstoj (Frutti dell’ istruzione”, 1955) e in uno Jonesco in anticipo sui tempi (“La cantatrice calva” 1956) con Sarah Ferrati (Il giardino dei ciliegi”), Luciano Salce (“La pappa reale”, 1958), con De Bosio (“La celestina”, 1962), Andreina Pagnani, Masiero, Lionello, Eduardo De Filippo, Alberto Sordi. E’ stata importante la collaborazione con Albertazzi, da “L’ uovo” di Marceau nel 1959 fino alla recente “Lezione” di Jonesco. Il primo incontro con Strehler è per “Il campiello” del 1974. I suoi impegni più numerosi sono stati col teatro leggero, nel ruolo poplare e difficilissimo del “carattere” comico. Lei stessa, in un’ altra intervista, ha spiegato questo suo ruolo teatrale fisso, con il caratteristico gioco di ironia: “Penso di essere più brava per il genere drammatico, però penso che il grottesco sia la chiave giusta di lettura della vita. Ridere è una predisposizione dello spirito”. In realtà Perego non si accontentava affatto di parti leggere. Basta pensare ai suoi ultimi impegni teatrali, prima delle “Baruffe”: con Scaparro nell’ 88 per “Una delle ultime sere di carnevale” sempre di Goldoni; a Todi per un “Platero” diretta da se stessa; protagonista di “Corto circuito” di Christa Wolf, diretta da Maccarinelli. Anche il lavoro cinematografico di Perego è stato abbondante (circa 80 film) e qualificato, eppure schivo. La ricordiamo in “Kapò” di Pontecorvo (1960), in “La parmigiana” di Pietrangeli”, in “Tutti a casa” di Comencini (1960), in “Il mondo nuovo” di Scola (1980) in “Un uomo da bruciare” dei Taviani. E poi, Sica, De Broca e tanti altri. E anche molta televisione. Il suo ultimo film è stato firmato da Verdone: “Maledetto il giorno che ti ho incontrato”.

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1993/06/29/addio-didi-attrice-di-carattere.html

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