Il nostro prato romano, di Adele Libero

Lì tra le macchie d’erba verdi e gialle,
lì dove s’adagiava il vecchio ulivo
e corona di fiori aveva il pesco
ritorna il cuore ai profumati steli.

La vita nostra pur sbocciava, allora,
ed in quel prato sussurravi t’amo,
sul sedile un po’ liso marroncino
di quella tua seicento blu marino.

Intorno al fazzoletto di giardino
cresceva Roma coi suoi palazzoni,
ed ogni volta c’era sempre meno
di terra e più pilastri a comandare.

Pareva d’esser come in una giostra
dove girando ti cambiava tutto
il panorama intorno, tristemente,
e l’erba si afflosciava, lentamente.

 

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