accadde…oggi: nel 1873 nasce Olga Blumenthal, di Silvia Ghiotto

https://allospecchio150.wordpress.com/2018/01/07/olga-blumenthal-momenti-di-una-vita/

20 aprile 1873: nascita di Olga Blumenthal
Di famiglia ebraica, Olga Blumenthal nacque a Venezia da Carlo Blumenthal e Mimma Goldschmidt. La vita di Olga non è di facile ricostruzione; al momento dei suoi primi quarant’anni poco o nulla si sa. Si può comunque ipotizzare che ella godesse di buone connessioni e fosse ben inserita nell’alta società: nel 1943 Olga ebbe una piccola raccomandazione da una dama di corte di Sua Maestà, la duchessa di Genova.

1919: arrivo a Ca’ Foscari
Alcune delle informazioni che la riguardano provengono soprattutto da Ca’ Foscari dove Olga, di madrelingua tedesca, fu assistente alla cattedra di Tedesco dal 1919 e lettrice dal 1934. Ella rimase all’istituto cafoscarino fino al 1938.

21 settembre 1921: matrimonio con Gilberto Secrétant
Gilberto Secrétant fu assistente alla cattedra di Lingua e Letteratura italiana di Ca’ Foscari dall’anno accademico 1901-02. Proprio in relazione all’annuncio delle nozze con Secrétant, comparve il nome di Olga nella rivista di un’associazione cafoscarina: il Bollettino degli Antichi Studenti, n. 75 del 1921, informò del matrimonio tra Olga e Gilberto. Purtroppo pochi mesi più tardi il Bollettino n. 76 comunicò che il 10 dicembre di quell’anno Secrétant era morto, e che «il sogno di pace e felicità» delle nozze «non si tradusse purtroppo, per parte della sua diletta compagna […] che nel doloroso ufficio di infermiera pietosa». Nel 1923 Olga donò a Ca’ Foscari 500 volumi della biblioteca di Gilberto.

1 aprile 1929: conversione al cattolicesimo
Questa informazione è ricavata dalla Scheda personale (vedi infra): cosa l’abbia portata alla conversione e in quale chiesa questa sia avvenuta sono dati non ancora disponibili.

Nel 1937: «assistente volontaria»
Nel 1937 Olga Blumenthal non aveva più i requisiti per continuare l’insegnamento: superati ormai i sessant’anni e passati dieci anni senza aver assunto la carica di libera docente, ella fu sospesa dal servizio. Tuttavia alcuni colleghi, tra cui il professor Gino Luzzatto e Adriano Belli, alla cui cattedra Olga era stata assistente e lettrice, iniziarono a far pressioni sul rettore Agostino Lanzillo affinché escogitasse un modo per far restare Olga a Ca’ Foscari; la soluzione trovata fu quella di assumerla come «assistente volontaria».

1 settembre 1938: compilazione della Scheda personale.
Dal 1938 il fascismo emanò una serie di provvedimenti il cui scopo era escludere gli ebrei italiani dalla vita sociale, economica, culturale del paese. Primo e necessario passo per l’espulsione degli ebrei fu lanciare una serie di censimenti: il 22 agosto fu condotto quello nazionale, ma censimenti minori coinvolsero i dipendenti statali. Ad esempio, ad agosto di quell’anno Giuseppe Bottai, Ministro dell’Educazione Nazionale, ordinò un’indagine in tutte le istituzioni scolastiche al fine di individuare il personale di “razza ebraica”. Il censimento fu condotto tramite un questionario, la Scheda personale, che mirava ad accertare la “razza” dell’eventuale coniuge e dei genitori di chi la compilava. La Scheda chiedeva della “razza”, poiché la persecuzione fu impostata su una concezione razziale di tipo biologico: come indicherà il decreto legge del 17 novembre 1938 «Provvedimenti per la difesa della razza italiana» era «di razza ebraica colui che è nato da genitori entrambi di razza ebraica, anche se appartenga a religione diversa da quella ebraica».

Nella sua Scheda, Blumenthal dichiarò che sia la madre che il padre erano di “razza ebraica”, ma non lo era il coniuge. Sebbene l’ordine fosse quello di rispedire a Roma tutti i questionari compilati entro la fine di settembre, quello di Olga Blumenthal è rimasto a Ca’ Foscari, ed è finora l’unico esemplare di tal genere conservato all’Archivio storico dell’ateneo. Il nome di Olga non figurò nemmeno nella lista dei professori ebrei presenti a Ca’ Foscari. La mancata segnalazione di Olga colpisce: forse fu un’estrema forma di protezione verso l’anziana docente da parte dei colleghi che solo l’anno precedente si erano prodigati affinché ella potesse continuare a insegnare.

Da settembre 1938: cacciata dall’insegnamento
Il 5 settembre 1938 fu emanato il regio decreto n. 1390 «Provvedimenti per la difesa della razza nella scuola fascista»: questo è il primo testo di espulsione del personale ebraico dalle istituzioni scolastiche; ad esso farà seguito il 15 novembre dello stesso anno un ulteriore decreto, il n. 1779, che andava ad ampliare e completare le norme presenti nel primo dispositivo di legge.

A causa di queste misure Olga non poté più continuare l’insegnamento, sebbene ella non fosse annoverata tra i professori ebrei di Ca’ Foscari da espellere. Fu inoltre allontanata dall’Ateneo Veneto, un importate centro culturale e sociale veneziano. Si ritirò a vita privata, ma si rese anche disponibile come insegnante della scuola ebraica.

Olga rimase comunque legata a Ca’ Foscari: ella donò all’istituto circa 1500 volumi della propria biblioteca.

30 ottobre 1944: arresto.
La caduta del fascismo il 25 luglio del 1943 non decretò la fine della persecuzione antiebraica che conobbe in realtà una svolta drammatica. Nell’Italia del nord occupata dai tedeschi, i primi e i fascisti di Salò iniziarono una caccia all’uomo: gli ebrei catturati erano destinati ai campi di concentramento.

Il 30 novembre del 1943 fu emanato dal Ministero dell’Interno della RSI, Buffarini Guidi, il famigerato Ordine di Polizia n. 5 che disponeva la deportazione degli ebrei e il sequestro dei loro beni, mobili e immobili.
Nell’ottobre del 1944 Olga fu arrestata e, dopo una breve detenzione a Venezia, fu inviata a San Sabba, Trieste, uno dei campi di concertamento in Italia.

28 novembre 1944: partenza del convoglio per Ravensbrück da San Sabba (Trieste)
Gli stabilimenti di San Sabba furono costruiti alla fine dell’Ottocento per la pilatura del riso. Dal 1943, i nazisti decisero di utilizzare il complesso prima per imprigionare i militari italiani catturati dopo l’8 settembre, poi per detenere ed eliminare ostaggi vari, partigiani, detenuti politici ed ebrei. Questi ultimi erano di solito avviati ai campi di sterminio in Germania e Polonia via treno.

Da San Sabba nel novembre del 1944 partì il convoglio 41T che avrebbe condotto Olga alla sua meta finale: Ravensbrück, a circa 80 km (50 miglia) a nord di Berlino.

24 febbraio 1945: morte a Ravensbrück
Il campo di Ravensbrück, aperto nel maggio del 1939, fu pensato per raccogliere solo donne, e all’inizio era destinato a quelle il cui comportamento era considerato “deviato”, ad esempio lesbiche e prostitute.
L’essere un campo femminile non ne attenuò la crudeltà. La disciplina era durissima; una delle punizioni consisteva in un grosso rullo, il Walzkommando, che doveva essere trascinato fino alla morte per sfinimento. Le prigioniere furono sottoposte a esperimenti medici e la Siemens sfruttò la manodopera delle detenute per l’industria bellica. Nessuna pietà fu riservata ai bambini, neonati compresi. Se non lasciati morire di stenti o uccisi subito dopo la nascita, i minori presenti erano sottoposti allo stesso regime di vita delle adulte.

Nell’aprile del 1945 il campo fu liberato dai russi.

22 gennaio 2018: deposizione di una pietra d’inciampo per Olga Blumenthal
Una pietra d’inciampo è un piccolo blocco di pietra ricoperto con una lastra di ottone in cui sono incise le generalità di una persona perseguitata dal nazismo e dal fascismo: essa presenta perciò nome, cognome del perseguitato e la sua sorte (ucciso o sopravvissuto a campo di sterminio, indicando quale, o fuggito). La pietra viene posta generalmente nel selciato di fronte alla residenza della persona ricordata o di fronte ad un luogo significativo quale il posto di lavoro. Proprio a Ca’ Foscari il 22 gennaio 2018 verrà depositata una pietra d’inciampo in memoria di Olga Blumenthal.

Annunci