La rondine – la canzone di Marta, al Teatro Stabile di Catania, recensione di Daniela Domenici

 

Ieri sera sono tornata, proprio come una rondine, nella città in cui ho iniziato, dieci anni fa, la mia carriera di recensora teatrale, Catania, ed è stata una serata di grandi emozioni sia perché sono stata avvolta dal calore delle amiche attrici e degli amici attori che avevo applaudito e recensito in quegli anni, sia perché ho assistito, in prima nazionale, nel Coro di Notte del monastero dei Benedettini, a uno spettacolo struggente ed emozionante: “La rondine” dello scrittore catalano Guillem Clua, tradotto da Martina Vannucci, adattato da Pino Tierno e perfettamente diretto da Francesco Randazzo.

Due i protagonisti a cui vanno i miei più calorosi complimenti e ancora tanti applausi: in primis al bravissimo Luigi Tabita che ha saputo caratterizzare, con una gestualità ad hoc ma, soprattutto, con una recitazione variegata e una voce perfettamente modulata Matteo, un giovane omosessuale sopravvissuto a una sparatoria in un locale gay, che va a trovare Marta, un’insegnante di canto, che si rivelerà poi non solo questo, interpretata dalla brava Lucia Sardo la quale vive un cambiamento graduale e inaspettato durante l’incontro che si rivela, per lei, uno spietato e doloroso percorso di crescita interiore, sottolineato anche con uno stile recitativo prima monocorde poi pieno di rabbia e passione.

“La rondine” volerà ancora fino al 6 maggio, lasciatevi commuovere dalla sua storia!

http://www.italianotizie.it/2018/04/27/la-rondine-la-canzone-di-marta-al-teatro-stabile-di-catania/

 

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