crescere, di Adele Libero

Come un gabbiano che cavalca l’onda
e frantuma la brezza ch’è marina,
così tu mi conduci all’infinito
ridendo e luccicando sopra un prato.

E poi mi baci svelto sulla bocca
quando il mio treno in galleria si blocca
e i passeggeri voltano la faccia
per gelosia della vision d’amore.

Son bella, si. Per questo scucio il tempo
e me ne frego del giro ch’è passato.
E’ mio il futuro, dalle foglie larghe
come la pianta che ho già piantato.

Con te ora cresco, e son donna eterna,
nuovo è l’ ”adesso” e lontano l’ “ieri”.
Noi fusi stiamo, qui, nel nostro nido
e tutto il resto è fuori dai pensieri.

 

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