Là dove s’inventano i sogni, di Margherita Belgiojoso, recensione di Daniela Domenici

Mi ha “chiamato” dagli scaffali in mezzo a decine di altri libri, non ho potuto resistere al suo richiamo, l’ho letto in un soffio nonostante le 273 pagine e mi ha emozionato e affascinato per più di un motivo.

Il primo perché parla di donne (e la sottoscritta se ne occupa da vari anni sia nel suo sito che con i suoi saggi) e lo fa in modo semplicemente superlativo. Belgiojoso ha vissuto, come leggo nella sua biografia, per dieci anni in Russia e le sedici donne che ci regala sono “donne di Russia”, descritte con ricchezza di dettagli ma, soprattutto, con passione e amore e con una capacità di trasportarci là con loro in quegli anni: le vediamo, le ascoltiamo e ce ne innamoriamo.

Un altro motivo è che mi sono laureata in lingua e letteratura russa (oltre che in quella inglese) tanti anni fa e quindi le donne da lei scelte mi hanno emozionato ancora di più e mi hanno arricchito perché, lo ammetto, alcune di loro non le conoscevo.

La terza ragione è lo stile narrativo scorrevole e piacevolissimo nonostante Belgiojoso farcisca i suoi sedici ritratti di tematiche impegnative perché ognuna di queste donne ha attraversato la sua epoca partecipando attivamente, ciascuna a suo modo, alla vita politica e culturale.

Concludo con le parole della seconda di copertina “questo libro raccoglie in una lunga catena le vite di sedici donne russe formando una staffetta ideale dove il testimone è la storia della Russia negli ultimi due secoli…scrittrici, poetesse, ballerine, rivoluzionarie, artiste, , figure di potere, dissidenti: donne che si sono incontrate, hanno avuto una casa in comune o hanno lottato per gli stessi ideali”: Margherita, большое спасибо!

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