Un libertino per marito, di Ella S. Bennett, recensione di Daniela Domenici

Ella S. Bennet è, per me, la Jane Austen del 21esimo secolo, l’ho scoperta per caso e ve ne voglio parlare perché il suo libro “Un libertino per marito”, nonostante la mole, è volato in un soffio come da tempo non mi accadeva, mi ha affascinato a tal punto da non riuscire a uscirne fino al finale, semplicemente perfetto, che Bennett è riuscita a costruire con una lenta e graduale suspense.

L’autrice che si nasconde sotto questo nickname è italiana e contemporanea ma sembra che abbia davvero vissuto al tempo di Jane Austen, il Regency period, per la perfezione delle descrizioni sia paesaggistiche che psicologiche che, above all, dei dialoghi assolutamente ad hoc; pare che ne abbia ereditato il DNA tanta è la sua bravura nel tratteggiare i due principali protagonisti, Lydia, la Elizabeth austeniana, e il marchese Richard, novello Darcy.

Intorno a loro ruotano l’amico del cuore di Richard, il conte Matthew, e Dorothy, la cugina-chaperon di Lydia, Cecil, il fratellastro di Lydia, e sua moglie, e le varie miladies che abitano nei dintorni della proprietà di Richard e che, in vari momenti e con modalità diverse, interagiscono con Lydia alla quale l’autrice regala un caratterino niente male, molto simile a quello di Elizabeth: coraggioso, indomabile, spesso ribelle alle costrizioni imposte al suo sesso sia nel campo affettivo, tra tutti quella di avere voce in capitolo nella scelta del marito, che in quello degli interessi, dalla passione per la coltivazione delle rose a quella per i cavalli e gli animali in genere e per la lettura.

Se amate le opere di Austen (come la sottoscritta) o anche se volete semplicemente emozionarvi lasciatevi ammaliare dalla storia di Lydia e Richard: non ve ne pentirete!