pioggia e stupore, di Adele Libero

Spumeggiare di pioggia sulle cime
di pini stanchi, gocciolanti al vento,
d’attorno nubi grigie nei capelli,
e terra rossa che grida vendetta.

Estate strana, quasi un’immatura,
che rode le coscienze dei potenti,
aridi e sordi alle proteste estese
che dea natura impose nell’inverno.

Timidi cuori albeggiano in paura,
chi forse piange, chi invano tradisce
le giuste attese dell’erba che cresce,
del nido, di quell’ape che non vola.

Come un ricamo di bianchi merletti
è l’equilibrio delle verdi forze.
Che possano trovare un difensore
anche le stelle pronte a spumeggiare.

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