a Marisa, di Adele Libero

E più tu non uscisti dal balcone
per controllare le piantine secche,
o i panni che tenevi stesi al sole
o il semplice bagliore delle vecchie

tendine appese ai vetri lì di fronte.
Né ti curasti più del tempo incerto
o di quel vero mondo che tu amavi
e col sorriso aperto salutavi.

La tua bellezza non aveva tempo,
il tuo candore ci pareva eterno,
le tue ricette buone nel quaderno,
la cera che passavi al pavimento.

Vedere la tua casa sempre vuota,
le tende spalancate al dolce vento,
finestre aperte ancora sul futuro,
è dura, come un pugno nel domani.

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