Caroline Mikkelsen, la prima donna a raggiungere l’Antartico nel 1935, di Marco Gisotti

Immaginate il luogo più inospitale e lontano che l’uomo abbia mai raggiunto. O la donna.
Immaginate l’Antartide e il Polo Sud.
L’Antartide è il quarto continente del nostro pianeta per grandezza. Coperto quasi totalmente di ghiacci, non è mai stato abitato da alcun essere umano. Per gran parte della storia dell’umanità è rimasto un territorio leggendario fino a quando James Cook, fra il 1773 e il 1774, non si trovò ad attraversare il Circolo polare artico.
Il primo uomo a mettere piede in Antartide fu, nel 1821, l’americano John Davis. Quasi epica è rimasta la spedizione di Ernest Shackleton nel 1907 e quella di Amundsen nel 1911 in cui l’esploratore norvegese raggiunse il Polo Sud geografico.
Ma la prima donna a mettere piede in Antartide fu Caroline Mikkelsen il 19 febbraio del 1935.
Danese di origine, nata nel 1906, Caroline non solo aveva sposato il capitano Klarius Mikkelsen ma lo aveva sempre seguito nei suoi lunghi viaggi incluso questo, che sarebbe stato per lei di importanza storica. La baleniera su cui erano a bordo si era trovata a lungo per mare e nel febbraio del ’35 era arrivata nei pressi delle coste dell’Antartide, dove, con una scialuppa di salvataggio, Caroline, il marito e altri cinque uomini dell’equipaggio intendevano sbarcare. Non fu affatto facile trovare il punto adatto se non in una stretta insenatura in quelle che poi sarebbero state chiamate le Vestfold Hills.
Caroline Mikkelsen appena sbarcata alzò la bandiera norvegese su un pennone arroccato su un tumolo di rocce improvvisato. Lo stesso tumulo fu ritrovato durante una missione antartica negli anni Sessanta e poi di nuovo dimenticato, fino alla sua definitiva riscoperta nel 1995, quando Caroline Mikkelsen era ancora in vita.
In suo onore, il marito le dedicò, il Monte Caroline Mikkelsen, in effetti una piccola collina, alta appena 235 metri sul livello del mare, fra il ghiacciaio Hargreaves e il ghiacciaio Polar Times.
Per il secolo che si apriva verso l’emancipazione femminile, aver messo piede nel luogo più inaccessibile del Pianeta fu in fondo anche questo un grande passo per l’umanità, anche se la prima vera spedizione tutta al femminile del Polo Sud si dovrà aspettare addirittura il 1993.