Perché le donne sono così importanti per l’agricoltura? Di Ruth Muchaba, tradotto e rielaborato da Daniela Domenici

Se educhi una donna educhi una società. Immaginate un mondo in cui le agricoltore, specialmente donne rurali africane, imparano come produrre cibo ad alto rendimento e nutriente. Immaginate gli impatti positivi che avrebbe sulla nutrizione, sulla salute e specialmente sui guadagni delle agricoltore. Le donne giocano un ruolo chiave nella sicurezza del cibo; sono l’ossatura dell’economia rurale specialmente nel mondo in via di sviluppo.

“Passiamo così tanto tempo a discutere sulle politiche mentre milioni persone vanno a letto affamate. Dobbiamo muoverci oltre la politica sulla carta per azioni sul terreno” ha detto Kanayo Nwanze, Presidente del Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD), alla plenaria di apertura della Commissione sulla Sicurezza Mondiale (CFS) “Come possiamo essere sicuri/e che tutti abbiamo accesso al cibo nutriente? Come possiamo trasformare le aree rurali in luoghi dove ci sia un futuro luminoso, brillante?”

Dando potere e investendo sulle donne rurali, nel corso degli anni, ha dato luogo a miglioramenti significativi nella produttività e nei mezzi di sussistenza rurali. In molte nazioni n via di sviluppo le donne sono responsabili della nutrizione e della sicurezza del cibo a livello familiare. Tuttavia detengono la più piccola percentuale di terre registrate.

Secondo la ricerca di Farming First con il dipartimento di genere della FAO, in media il 43% della forza lavoro in agricoltura nelle nazioni in via di sviluppo è femminile. Di queste donne il 79% dipende dall’agricoltura come fonte propria fonte primaria di mezzo di sostentamento. La maggior parte delle famiglie è gestita da donne ma il loro accesso alle risorse produttive è limitato. Gli effetti del cambio climatico rende tutte le capacità tradizionali delle donne incerte e pericolose, tuttavia non hanno alcuna voce nei processi decisionali nelle politiche che riguardano l’ambiente.

La ricerca ha mostrato anche che una donna rurale lavora, in media, più a lungo di un uomo. Vengono impiegate per compiti ad alta intensità di lavoro e guadagnano meno degli uomini. Poiché l’agricoltura, da sola, spesso non basta al sostegno della famiglia l’economia “off farm” è una fonte importante di reddito familiare. Tutta via le donne rurali non hanno lo stesso accesso a queste opportunità d’impiego come gli uomini.

Le Monde Selon les Femmes (il mondo secondo le donne), una NGO belga, ha notato che quando le donne devono fronteggiare le conseguenze dei cambi climatici iniziano a sviluppare alternative trovando nuovi modi di assicurarsi un guadagno e la sicurezza del cibo per le lor famiglie. Lottano per accedere a risorse quali la terra l’acqua, inputs organici e materie prime. Se posseggono la terra la loro è generalmente più piccola e di una qualità inferiore e hanno meno diritti degli uomini. Tutto questo rende i rendimenti, tra uomini e donne, diversi non perché le donne siano meno abili ma perché hanno meno accessi a inputs come semi, attrezzature e fertilizzanti.

Le organizzazioni governative, gli enti agricoli, le università, le compagnie, le organizzazioni regionali, le NGO e i networks di organizzazioni agricole si sono spesso messi/e insieme con un obiettivo: migliorare i mezzi di sussistenza e sostenere i diritti delle donne rurali. Questo promuoverà anche uno sviluppo sostenibile, rafforzerà la leadership delle donne, migliorerà la sicurezza del cibo e della nutrizione e aiuterà ad aumentare i guadagni delle donne rurali cosicché possano far fronte alle loro necessità.

Farming First suggerisce di incoraggiare le donne rurali a partecipare alle organizzazioni delle fattorie e delle cooperative; facendo così otterremo economie di scala nell’accesso ai mercati e ridurremo l’isolamento delle donne rurali mentre costruiremo fiducia, leadership e sicurezza.

http://www.fao.org/cfs/home/blog/blog-articles/article/en/c/447783/

 

 

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